A.I.D.O. - Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule

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Numero 3, Novembre

Il T.A.R. del Lazio salva gli atti olografi dell'A.I.D.O.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con ordinanza del 27 settembre u.s., ha deliberato sulla istanza di sospensiva del DM 8.4.2000 richiesta dall'A.I.D.O.. Il Tribunale ha in sostanza ritenuto conforme il Decreto Ministeriale alla legge n. 91/99, in quanto la normativa regolamentare non disciplina i documenti personali, ma solo le modalità con cui i cittadini possono informare le ASL della loro volontà in ordine alla donazione di organi e tessuti. L'Associazione si era rivolta ai giudici amministrativi perché da una prima lettura del Decreto era possibile dedurre che solamente le dichiarazioni conformi al modello ministeriale, se portate con sé o depositate presso la ASL, avessero valore in caso di prelievo. L'A.I.D.O., con l'azione giudiziaria, ha inteso così ottenere l'interpretazione di una normativa poco chiara che consentiva una lettura diretta ad escludere i testamenti olografi, e quindi anche quelli dell'A.I.D.O., dagli atti validi per il prelievo di organi e tessuti. Il dubbio interpretativo del D.M. 8.4.2000 era di ritenere valide ai fini di prelievo solo le dichiarazioni di volontà conformi al modello ministeriale, ovvero quelle rese utilizzando il tesserino blu recapitato ai cittadini in occasione del referendum del maggio scorso, e solo se tali dichiarazioni fossero portate con sé dal dichiarante. Infatti il Decreto, al comma 4 dell'art. 2 considera le dichiarazioni di volontà predisposte conformemente al modello ministeriale (quindi al tesserino blu) presupposto per l'applicazione dell'art. 23 comma 3 della legge, qualora tali dichiarazioni siano portate con sé dal dichiarante oppure siano depositate presso l'azienda sanitaria di appartenenza. Pertanto l'A.I.D.O. esprimeva all'Ufficio legislativo del Ministero della Sanità i propri dubbi sulla legittimità di una tale decretazione che di fatto veniva a non riconoscere validità agli atti olografi (e quindi alle iscrizioni all'Associazione) e richiedeva di modificare o di integrare il testo del decreto ministeriale perché espressamente facesse salvi le dichiarazioni di volontà olografe. L'A.I.D.O. ha ritenuto necessario procedere in giudizio per avere una interpretazione della normativa che non lasciasse dubbi e spazi a tentativi di escludere la volontà di tutti coloro che avessero espresso la volontà di donare gli organi in un atto testamentario e soprattutto di oltre un milione e duecentomila iscritti all'Associazione che tale volontà hanno espresso al momento dell'iscrizione. E' inutile negare che i testamenti olografi, depositati attualmente presso l'Associazione hanno comunque un valore limitato nel tempo: infatti quando andrà in vigore il regime definitivo del consenso (art. 4 l. 91/99) l'unica volontà valida ai fini del prelievo sarà quella risultante dal sistema informativo dei trapianti. Nel frattempo, tenuto conto della probabile "definitività" del regime transitorio, a causa delle enormi difficoltà incontrate nell'applicazione della norma sulla notifica ai cittadini da parte delle A.S.L., l'Associazione è riuscita ad ottenere il significativo risultato di non vedere azzerate le dichiarazioni di oltre un milione e duecentomila cittadini. Inoltre sia l'ordinanza (emanata con procedura d'urgenza) sia la futura sentenza, facendo stato tra le parti, vincolano il Ministero della Sanità a rispettare, nei confronti dell'A.I.D.O. quanto deciso dal Tribunale. Per poter a questo punto agevolare le procedure per inserire la banca dati dei donatori nel sistema informativo dei trapianti occorre che il Ministro della Sanità riceva al più presto l'A.I.D.O. per definire le modalità con cui trasmettere gli atti olografi secondo le modalità di legge, tenuto conto che l'associazione , ai sensi della legge n. 675/94 /legge sulla tutela della privacy, senza il consenso degli interessati non può trasferire alcun dato almeno che vi sia un obbligo di legge, attualmente inesistente . Ci auguriamo che dall'incontro con il Ministro si possano trovare le soluzioni più consone a risolvere tale incresciosa situazione. L'intento è infatti quello di iniziare finalmente a costruire la banca dati delle volontà favorevoli alla donazione.
(Enza Palermo)