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14^ Assemblea Nazionale Elettiva
VIII Assemblea Straordinaria Nazionale
ROMA

Barceló Aran Mantegna Hotel - Via Andrea Mantegna, 130 - ROMA

07/06/2016
Il tema dell’Assemblea

La salute è un bene sociale. C’è bisogno della responsabilità collettiva che individua, nella pratica della donazione degli organi e dei tessuti, lo strumento per il conseguimento e mantenimento del benessere sociale attraverso il trapianto. L’obiettivo di un trapianto non è solo la sostituzione della funzione di un organo, ma anche la piena restituzione dell’individuo alla vita affettiva, sociale e lavorativa. Inoltre è un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale.
Per raggiungere questi obiettivi, la sola informazione, anche se accompagnata da una buona Legge, non basta. Gli atti altruistici, come la donazione di organi e tessuti, aumentano in ambienti che non solo sono più consapevoli ma in ambienti in cui la solidarietà è un valore dichiarato e praticato. In ambienti con una forte coesione sociale.
Per consolidare la tendenza alla donazione di organi, occorrono quindi buone Leggi, una sistematica campagna di informazione e soprattutto una politica, culturale e sociale, di accoglimento e non di rifiuto dell’Altro. Solo se consolidiamo la nostra capacità di accogliere l’Altro, aumentiamo la nostra capacità di donare e di ricevere un “organo altro”.
La coesione sociale diventa, dunque, fondamentale per favorire la diffusione della cultura della donazione. Inquadrato in questa dimensione, il ruolo di A.I.D.O. si amplia, divenendo i volontari veri e propri promotori di educazione civica. L’altro, infatti, può essere il malato ma anche l’organo e/o lo straniero.
La conseguenza naturale dei presupposti descritti comporta l’individuazione della salute come:
a) il luogo di una nuova identità comunitaria, in una società contraddistinta dalla diversità e dalla pluralità;
b) il volano per un recupero della coesione sociale e per l’affermarsi delle relazioni di reciprocità che qualificano e sostengono il vivere stesso nella comunità.
Partendo da queste premesse, il Consiglio Nazionale ha individuato per l’Assemblea un tema che rispecchia un nuovo modo di pensare la donazione e il trapianto di organi e, insieme, nuove modalità di comunicazione dei valori ad esso collegati.
Donazione e trapianto. Condividere le parole del dono per una scelta ben informata, partecipata e razionale: altruismo generalizzato, biosolidarietà, civismo, coesione sociale, consapevolezza, disponibilità, generosità, partecipazione, prendersi cura, reciprocità incondizionata, relazionalità, responsabilità condivisa, solidarietà, solidarietà biologica.
Il successo, nell’ambito dei trapianti di organi, non può dipendere solo dal progresso scientifico, perché non vi potrà mai essere una crescita di sensibilità nei confronti del problema se non si andranno a mutare le coscienze. In effetti non potrebbe essere altrimenti dal momento che il problema della donazione degli organi è relativo più all’ambito della pedagogia che della scienza medica.
La pedagogia, infatti, è impegnata a riaffermare, in un mondo che sembra averlo dimenticato, il vero valore da difendere, cioè quello dell’essere umano nella sua centralità e integralità, nonché nella sua unicità e irripetibilità. Lo scopo è quello di rendere il soggetto capace di decidere autonomamente e soprattutto di effettuare scelte responsabili. Ed è questo il motivo per cui un tema molto importante e molto coinvolgente a livello etico e morale, quale quello della donazione degli organi e della relazionalità che lo caratterizza, richiede, a livello educativo, il necessario supporto di attività che aiutino a saper intraprendere questo percorso formativo in direzione dell’autonomia di giudizio e di scelta.
Il principale problema antropologico contemporaneo è proprio quello della “relazione”, via necessaria e privilegiata per lo sviluppo dell’identità personale e sociale e della responsabilità come forma solidale di civiltà. Ciò che, infatti, origina spesso il rifiuto a esprimere il consenso alla donazione è una crisi diffusa, intesa come “perdita del senso dell’altro”. Diventa quindi necessario, per contrastare questa perdita di senso, trovare il coraggio di vivere ed educare a quell’etica della reciprocità, che è il paradigma pedagogico tipico della relazione basata sull’apertura e sul dono di sé all’altro (il “prendersi cura dell’altro”).
Tra i vari temi che dominano il dibattito culturale sulla donazione e sul trapianto degli organi assume particolare importanza quello dell’alterità, che inevitabilmente scuote le coscienze e invita ad assumersi la responsabilità del rispetto dell’altro, inteso non come “un altro da sé”, ma come “un altro sé”. Tale rispetto nasce dalla consapevolezza che il benessere di ciascuno deriva dal principio di cooperazione, dall’aiuto reciproco, dal riconoscimento del bisogno di relazione e dall’assunzione collettiva di responsabilità. Tutto ciò promuove e sostiene anche la coesione sociale.
Inoltre lo scopo di una cultura della reciprocità, nell’ambito della tematica della donazione e del trapianto degli organi, è quello di tentare coraggiosamente la via di un’educazione all’altruismo, quale insostituibile percorso di ricerca di senso e di verità, aperto alla realtà dell’altro, al di là di ogni pretesa di chiusura della coscienza in sé stessa, che rischia di non percepire la ricchezza di ciò che è fuori di sé. Restituire dunque al soggetto la capacità di percepire l’altro, capacità che gli è propria e che gli appartiene da sempre. In questo modo, è possibile recuperare quell’atteggiamento di disponibilità verso l’altro.
Solo sul modello dell’altruismo è possibile fondare la cultura della donazione e del trapianto di organi, che trova la propria autenticità nella capacità di decentramento dell’io, per mezzo del quale un soggetto, in un certo senso, diviene l’altro: un’esperienza non certo facile, ma proprio perché fondata sul dono di sé, fonte di significati e orizzonti nuovi per tutta l’umanità.
In conclusione non è importante decidere di donare, ma solo “decidere”, ovvero compiere una scelta che educhi il cittadino a manifestare la propria capacità di pensiero autonomo e antidogmatico, nella consapevolezza, però, dell’esistenza di una umanità dinanzi a cui ognuno è chiamato a essere responsabile.

 

PROGRAMMA

Venerdi 10 giugno
11,00–15,00 Accreditamento delegati
15,00 VIII Assemblea Straordinaria Nazionale per modifiche statutarie
17,00 Interventi e saluti delle autorità presenti
17,30–20,00 Seminari di aggiornamento
Prelievo di organi a cuore fermo
Relatore: dottor Francesco Procaccio
Programma nazionale donazione di organi 2016-2018
Relatore: dottor Vito Sparacino

Sabato 11 giugno
9,00–13,00 Insediamento e svolgimento 14 Assemblea Nazionale Elettiva
14,30 – 19,30 Ripresa lavori assembleari

Domenica 12 giugno
9,00–13,00 Ripresa lavori assembleari, proclamazione degli eletti e termine assemblea

 

COME RAGGIUNGERE L’HOTEL BARCELÓ ARAN MANTEGNA - Via A. Mantegna 130 – Roma

> Auto:
- percorrendo il GRA - Grande Raccordo Anulare (A90/E80) prendere l’Uscita 26 in direzione Roma Centro/EUR;
- procedere sulla Strada Regionale n. 148 Pontina per circa 1,5 Km;
- continuare su Via Cristoforo Colombo per 5,5 Km (alla rotonda in corrispondenza del «Palalottomatica» prendere la 3^ uscita e rimanere su Via Cristoforo Colombo);
- svoltare a destra e percorrere Via dei Georgofili per 350 m (superare Via dell’Arcadia);
- svoltare a sinistra su Via Andrea Mantegna.
- la destinazione è sulla destra.

> Aereo:
Aeroporto internazionale di Roma Fiumicino a 26 km
Aeroporto internazionale di Roma Ciampino a 17 km

> Treno:
Dalla stazione ferroviaria di Roma Termini è disponibile la linea 714 con partenza ogni 10 minuti:
- a piedi per 50 metri recarsi alla fermata TERMINI (MA-MB-FS)
- prendere la linea 714 (direzione PALAZZO SPORT) per 15 fermate
- scendere alla fermata COLOMBO/GEORGOFILI
- a piedi per 650 metri

In alternativa prendere la linea B della metro, scendere alla fermata “Basilica San Paolo” che dista 20 minuti a piedi dall’hotel.

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