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Aido, da 35 anni sul fronte organi. Informatica e passione per diffondere la cultura

Vita Onlus

05/11/2008
Da 35 anni è il punto di riferimento nella donazione di organi e ha agito come diffusore di una cultura che favorisce i trapianti. È l’A.I.D.O. (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) che quest’anno ha presentato il suo primo Bilancio sociale. «Uno strumento per far conoscere quanto è stato fatto, ma anche occasione per comunicare il nostro funzionamento», spiega Vincenzo Passarelli, presidente nazionale A.I.D.O.. «Tra i nostri impegni maggiori vi è certamente l’aver costituito un sistema informatico che negli anni ha favorito la raccolta delle volontà di donazione, già prima dell’entrata in vigore della legge 91/99» ricorda Passarelli. «Nelle nostre sedi si raccoglievano gli atti olografi con le volontà dei soci, erano poco più di testimonianze morali, nel 2000 poi si è avuto il riconoscimento mentre la tessera associativa riportava la dichiarazione di volontà secondo la legge 91/99 (ex artt. 4 e 23) e la banca dati che noi avevamo costituita l’abbiamo condivisa con il sistema informatico del Centro Nazionale Trapianti». In pratica il S.I.A. (Sistema Informativo Aido) e il S.I.T. (Sistema Informativo Trapianti, centro di raccolta e archivio dati del C.N.T.) sono sistemi che dialogano tra di loro. Inoltre, continua «sono in lavorazione altri 300mila nominativi che nei prossimi mesi saranno condivisi nel sistema». È un grosso impegno, considerato il milione e 119mila 970 soci (poco meno del 2% della popolazione) A.I.D.O.. Le regioni che superano la media nazionale sono Valle d’Aosta (4,6%), Veneto (4,3), Emilia Romagna (3,8) e Lombardia (3,5). Tra gli impegni più onerosi vi è quello di sensibilizzare i cittadini e lo scorso anno è stato fatto un grosso sforzo soprattutto con le sedi regionali del Sud. «Per migliorare la nostra azione di informazione abbiamo anche trasferito la sede nazionale a Roma», ricorda Passarelli. E nazionale è stata anche la raccolta del 5 per mille. La gestione dell’associazione è certo pesante: al di là del personale dipendente, nelle spese generali tra le voci principali vi sono le utenze telefoniche - tra cui il numero verde attivo 24 ore su 24 - e il giornale associativo L’Arcobaleno. Dal 2002 c’è una Giornata nazionale mentre per i ragazzi nel 2007 sono state distribuite, negli incontri scolastici, 30mila penne “Pellicano”, realizzate all’interno di un progetto equo e solidale con le donne della selva ecuadoriana «presentando in questo modo due iniziative di impegno solidale. Ma non ci fermiamo qui, anzi, abbiamo in serbo tante altre iniziative», conclude Passarelli. Antonietta Nembri Vita - 5 settembre 2008
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