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Italia: ottenere gli organi in maniera criminale?

Una risposta alle “suggestioni” del Ministro Maroni.

30/01/2009
Il Ministro dell'Interno, On. Maroni, intervenuto alla prima assemblea pubblica dell'UNICEF a Roma, ha dichiarato che nel nostro paese ci sono “evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati sul territorio”. Ricordiamo al Ministro che ad oggi non risulta nessuna denuncia, da parte delle autorità competenti, nei confronti dei Centri Trapianti del nostro Paese e che la legislazione Italiana in materia (Legge 91/99) prevede: 1) l’attività di prelievo e trapianto deve essere svolta solamente negli ospedali pubblici autorizzati dalle Regioni; 2) in Italia sono controllate l'origine e la destinazione di ogni organo e tessuto; 3) è vietata l'esportazione di organi e tessuti verso gli Stati che ne fanno libero commercio; 4) è vietata l'importazione di tessuti e di organi da Stati la cui legislazione prevede la possibilità di prelievo e relativa vendita di organi provenienti da cadaveri di cittadini condannati a morte. Per quanto riguarda il trapianto di rene da donatore vivente la Legge 458/1967 e il provvedimento del 31 gennaio 2002 prevedono che: 1) Il trapianto di rene da donatore vivente non dà luogo a compensi né diretti né indiretti, né a benefici di qualsiasi altra natura (Legge 91/99, art. 22); 2) In Italia chiunque procura per scopo di lucro un organo o un tessuto oppure chi ne fa commercio, è punito con la reclusione, con la multa e con l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione. Di seguito si riporta la: RIFLESSIONE DEL PRESIDENTE NAZIONALE A.I.D.O. VINCENZO PASSARELLI OTTENERE GLI ORGANI IN MANIERA CRIMINALE ? Sotto questa definizione si riunisce tutta una serie di miti, timori ancestrali, false notizie, illazioni senza conferme, falsità manifeste, una baraonda di orrori uno peggio dell'altro che senza alcun dubbio hanno fatto presa sull'opinione pubblica ed hanno creato una situazione di allarme generalizzato che non favorisce proprio per niente la donazione altruistica. La denuncia che viene ripetuta con maggior frequenza è quella del rapimento di bambini sacrificati o uccisi. Provengono generalmente dai paesi Latino-Americani e la loro destinazione, sottolineata con un dito accusatore,sono i paesi dell'Europa e gli Stati Uniti. Quello che è certo e che queste denuncie cadono su un terreno propizio che gli attribuisce una certa credibilità. Centinaia di migliaia di bambini in tutto il mondo spariscono o vengono sottratti alle loro famiglie in maniera violenta o semplicemente “comprati” per essere poi venduti in adozione (i più fortunati), sfruttati sul lavoro o sessualmente o semplicemente vengono eliminati nelle vie del Brasile o della Colombia perché rappresentano un potenziale pericolo sociale. Comunque in nessun posto al mondo è stato possibile dimostrare nemmeno un solo caso esemplificativo del problema che stiamo trattando. Per quanto sgradevole sia il tema se lo si vuole affrontare con un minimo di serietà sono necessarie alcune considerazioni che indirizzano verso la improbabilità dell'accaduto. 1. Il gruppo di età che più frequentemente si invoca come oggetto del traffico di organi è quello dei neonati (quasi sempre indirizzati verso l'adozione). Coloro che così lo denunciano probabilmente ignorano la non idoneità al trapianto secondo i criteri attuali del fegato (immaturo) e dei reni (solo in alcuni centri isolati a carattere sperimentale e con scarsi risultati). 2. La precedente ipotesi si limiterebbe a considerare valido per il trapianto il cuore del neonato, attività molto limitata, con richieste molto limitate e tecnica sufficientemente sofisticata che necessita di una infrastruttura impensabile al di fuori di un gran ospedale. 3. Il dilemma fondamentale che nessuno fino ad ora è arrivato a discutere è il fatto che un trapiantato è un paziente che necessita di medicazioni e cure specialistiche (ricoveri ospedalieri, biopsie, indagini strumentali e trattamenti speciali di ogni tipo) per tutta la vita. Dove sono allora tutti questi riceventi del traffico massivo di organi che alcuni denunciano? Com'è che non è stato possibile individuare un solo caso? Quanti medici, quanto personale infermieristico e tecnico di ogni tipo devono essere coinvolti? In quali ospedali clandestini sono realizzati i trapianti e seguiti i pazienti? Da dove provengono i farmaci immunosoppressori (selettivi, cari e facilmente controllabili). 4. La estrema complessità del processo di trapianto, il fatto che questo non termina nella sala operatoria e che richieda controlli per tutta la vita, costituisce forse la migliore assicurazione contro la realizzazione di queste pratiche macabre perché le rendono non redditizie e molto rischiose per le grandi organizzazione criminali che preferiscono dirigere le loro mire verso interessi meno complicati.
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