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La donazione di organi riparte dalla carta d'identità.

La dichiarazione del Presidente Nazionale al Sole 24 Ore.

12/02/2010
Sulla carta d'identità elettronica si potrà indicare la propria volontà di donare organi o meno. La novità è contenuta nella legge di conversione del decreto milleproroghe, approvato ieri al Senato, che passa ora al vaglio della Camera per il via libera definitivo. L'indicazione, inizialmente obbligatoria, è stata trasformata in facoltativa, per problemi legati a una presunta incostituzionalità della norma, modifica chiesta dal presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini (Pdl): la parola «può», al posto di «deve» indicare il consenso o il diniego alla donazione. Autrice della proposta recepita nel maxiemendamento la senatrice del Pdl, Laura Bianconi. «È un importante passo avanti nella possibilità per il cittadino di esprimere il sì o il no alla donazione – ha detto al Sole24ore.com Vincenzo Passarelli, presidente dell'A.I.D.O., l'associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule – fondamentale perché ognuno rifletta sul problema. Ma ci deve anche essere quell'investimento in informazione previsto dalla legge sui trapianti, che finora ha avuto scarsissimi stanziamenti». Proprio per premere l'acceleratore sul fronte dell'informazione, l'associazione ha deciso di destinare i frutti del 5 per mille, 196mila euro nel 2007, per attivare campagne di comunicazione sulla donazione di organi. Fondamentale, poi, spiega Passarelli, implementare sempre più i registri informatici dei potenziali donatori. «Noi abbiamo già riversato lì i nominativi di un milione di iscritti all'Aido - ha sottolineato Passarelli - e stiamo lavorando altre 400mila domande ricevute. Altri 200mila nominativi sono stati raccolti dalle Aziende sanitarie». Intanto l'associazione è tempestata di telefonate di cittadini che vogliono informazioni sulla novità dell'inserimento di una nuova voce sulla carta d'identità, ma anche di comuni che chiedono come regolarsi, non avendo ancora attivato la carta elettronica, per indicare la volontà di donare o meno gli organi. In una intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore, il direttore del Centro nazionale trapianti, Nanni Costa, spiega che il silenzio-assenso previsto dall'articolo 23 della legge 91/1999 in realtà non è stato mai applicato e la stessa rete di trapianto ha utilizzato modalità diverse, che hanno funzionato. In base ai dati del Centro nazionale trapianti nel 2009 sono stati 3.164 i trapiantati in Italia, contro i 2.932 del 2008, con un aumento percentuale tra organi solidi, tessuti e cellule pari al 10,5 per cento. Ma in totale la lista dei pazienti in attesa di trapianto nel 2009 è stato pari a 9.331, con 164 pazienti in attesa di più di un organo. Sono 6.808 le persone in attesa di trapianto di rene, con un tempo medio di attesa in lista è di poco meno di 3 anni, 1.447 le persone che attengono un fegato nuovo che attendono almeno 2 anni, 702 di trapianto di cuore con un attesa media di 2 anni e mezzo, 226 di trapianto di pancreas, con un'attesa di oltre 3 anni, 312 per un trapianto di polmone, con un tempo medio di attesa di poco meno di 2 anni. "«Nonostante l'incremento delle donazioni negli ultimi anni- spiegano al centro nazionale trapianti - il numero di pazienti in lista d'attesa continua a dimostrare come la rete trapiantologica, il Centro Nazionale Trapianti e la società tutta deve continuare a impegnarsi a fondo per promuovere la cultura della donazione al fine di soddisfare il numero maggiore di richieste possibili». (Nicoletta Cottone)
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