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La formazione dei chirurghi dei trapianti e l’accreditamento dei centri in Europa

Da Trapianti.net

15/03/2017

La chirurgia dei trapianti, anche se iniziata più di 60 anni fa, non ha perso la sua complessità, le sue sfide e il suo fascino. A differenza di qualsiasi altro campo, il trapianto offre un trattamento di successo per molte malattie in fase terminale d’organo che, in un approccio veramente multidisciplinare, consente una gratificazione unica derivante dal fatto che i pazienti hanno il dono di una seconda vita.

Tuttavia, anche se il fascino per la chirurgia dei trapianti continua a molti livelli, molti tirocinanti sono scoraggiati dalla scelta di questa disciplina per l’intensità e l’impegno che essa richiede e per i carichi di lavoro pesanti che impattano sulla qualità di vita dei chirurghi trapiantatori, che non dipendono solo dalle complesse procedure chirurgiche o dai trattamenti, ma anche da un programma di lavoro non sempre schedulabile né prevedibile.

A ciò si aggiunge la preoccupazione che la formazione specifica del chirurgo dei trapianti non sia stata strutturata e questo è un ulteriore aspetto che scoraggia i chirurghi in formazione dall’avvicinarsi alla disciplina (Mc Grath JS, et al. Attitudes of surgical trainees towards transplantation surgery as a career. Transpl Int 1999).

Non a caso la chirurgia del trapianto è praticata da molti ottimi chirurghi in parallelo a una prima specialità, ovvero da chirurghi già specialisti in varie discipline (vascolare, gastrointestinale, toracica, epatobiliare o urologica), spesso in combinazione con un apprendimento non strutturato di approccio alla chirurgia dei trapianti.

È quindi diventato evidente che un percorso formativo strutturato, che rifletta la complessità del settore e il suo carattere multidisciplinare, sia necessario, non solo per i futuri chirurghi del trapianto, ma anche per i centri che forniscono questo tipo di formazione che vanno identificati e riconosciuti.

Di ciò si è fatta carico l’Unione Europea dei Medici Specialisti (UEMS) che ha una lunga esperienza nel valutare la qualità della formazione medica basata su standard accettati, tanto che, con un mandato della sezione di chirurgia sullo stato dell’arte dei trapianti d’organo in Europa, nel 2007 ha stabilito di introdurre programmi di formazione specifici di altissima qualità.

I membri del gruppo di lavoro dei trapianti (rappresentanti ciascuno Stato membro e nominati dalle rispettive organizzazioni professionali) erano stati incaricati di produrre una relazione contenente:

–    lo stato attuale della formazione e dell’accreditamento per la chirurgia dei trapianti in ogni Paese membro;
–    le opportunità esistenti per la laurea e la formazione post-laurea;
–    l’identificazione dei centri di trapianto chiave con le competenze per offrire formazione accreditata;
–    opinioni e suggerimenti sui requisiti minimi per l’accreditamento delle strutture.

Dall’analisi dei risultati prodotti dal gruppo di lavoro è apparso evidente che la maggior parte dei chirurghi di trapianto europei ha ricevuto una formazione senza alcuna struttura formale. Fa eccezione la Svezia che ha giovani chirurghi in formazione in un percorso strutturato ufficialmente riconosciuto.

Tuttavia, l’iniziativa ha creato l’opportunità per una collaborazione delle società nazionali di trapianto e la Società Europea dei trapianti d’organo con la Divisione Trapianti dell’UEMS che ora ha due rappresentanti presso il Consiglio permanente.

Il risultato di questa collaborazione è che le autorità sanitarie e le società nazionali e internazionali di trapianto hanno stabilito e accettato standard di pratica professionale in chirurgia dei trapianti il cui principale risultato è stato il Diploma Europeo in Chirurgia dei Trapianti, che certifica i chirurghi.

Romagnoli J, Casanova D, Papalois V. Transplant Surgery Training in Europe: Board Examinations in Transplant Surgery and the Accreditation of Transplant Centers. Transplantation 2017;101(3):449-450.

(Trapianti.net)

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