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La riflessione del Presidente A.I.D.O. Nazionale sui dati dell'attività di donazione e trapianto del 2009

04/02/2010
I dati sull’attività 2009 di donazione e trapianto, pubblicati dal Centro Nazionale Trapianti, confermano che la rete nazionale è nuovamente in crescita (+ 6,7 % di donazioni e + 10,5% di trapianti). Nello stesso tempo le opposizioni sono diminuite al 30%, rispetto al 32% del 2008. Tutto ciò non è certo merito della fortuna, bensì della determinazione, della professionalità e della passione delle tante persone che, nei ruoli più diversi, si sono prodigate per lo scopo comune, ivi inclusi coloro che guidano le istituzioni pubbliche preposte e la cui convinzione personale può fare la differenza fra una adesione formalmente dovuta e un coinvolgimento di sostanza. Il merito più importante è soprattutto di coloro che sono diventati donatori di organi dopo la morte, avendone manifestato la volontà in vita, e dei familiari, che, in mancanza di dichiarazione scritta, hanno saputo dare voce al pensiero solidale e di condivisione del congiunto defunto, traducendo il dolore per la sua morte in una speranza di vita per persone sconosciute. E nel nostro Paese sono ormai migliaia. Una comunità generosa che ha capito che la terapia del trapianto è una impresa comune che vede impegnati fianco a fianco il mondo sanitario e la società al completo. Solo infatti una società civile con un’attitudine favorevole alla donazione degli organi può alimentare validi programmi di trapianto in grado di garantire ai propri cittadini la disponibilità di questa efficace terapia, nel caso ne abbiano bisogno. Sono presenti anche delle criticità: - 9.931 i pazienti in lista, e di questi 164 in attesa di più di un organo. Solo un terzo dei cittadini, nel nostro paese si salva la vita o migliora la qualità della vita ricorrendo al trapianto, il resto purtroppo o resta per anni in lista oppure muore. - grandi disparità sul territorio nazionale. Abbiamo regioni virtuose come la Toscana, il Friuli Venezia Giulia, le Marche, la provincia autonoma di Trento, che hanno 32 - 37 donatori utilizzati per milione di popolazione, ci sono poi altre regioni come il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto, che si collocano a un livello intermedio con 20-26 donatori pmp, e infine ci sono diverse regioni che si collocano tra i 5.5 e 18.6 donatori pmp. C’è urgente bisogno di un processo di riorganizzazione delle attività di donazione e trapianto nelle Regioni che sono in sofferenza. I modelli organizzativi devono portare ad una migliore gestione delle attività e delle strutture di prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule nel territorio regionale e al superamento delle diversità di attenzione e di impegno che le Aziende Unità Sanitarie Locali e Ospedaliere e gli stessi operatori sanitari dedicano al prelievo. Infatti l’attività trapiantologia si fonda su una rete e diventa possibile solo grazie alla collaborazione dei centri trapianto, dei centri di coordinamento e delle rianimazioni. E’ una comunità di persone che non deve mai perdere di vista la solidarietà. E nel caso dei trapianti solidarietà significa mettere i pazienti al centro del sistema, ma anche una grandissima attenzione ai familiari delle persone che sono morte. Inoltre il concetto di solidarietà, che è alla base di tutto il sistema delle donazioni di organi e tessuti, deve essere continuamente sollecitato non solo organizzando meglio le strutture, ma anche informando con correttezza la gente. Tanta informazione perché si parla sempre poco di donazioni e anche in modo non corretto. A.I.D.O. per il 2010 continuerà nel suo impegno di corretta informazione, al fianco delle Istituzioni, per rafforzare il senso sociale e solidaristico del prelievo di organi e tessuti. L’esperienza di 37 anni di attività ci dice che solo l’informazione adeguata, fa acquisire consapevolezza e il cittadino è portato a compiere una scelta libera e responsabile. Vincenzo Passarelli Presidente A.I.D.O. Nazionale
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