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Precisazioni in merito a notizie di stampa e diffuse sui social riguardo a una persona di 55 anni deceduta dopo il trapianto di cuore

27/09/2017

In merito alla notizia diffusa oggi dalle agenzie di stampa e pubblicata sui maggiori quotidiani nazionali, relativa al decesso, avvenuto lo scorso autunno, “di un paziente romano di 55 anni, in seguito al trapianto, avvenuto presso l’Ospedale San Camillo di Roma, di un cuore appartenente a un paziente cardiopatico deceduto per infarto”, notizia subito smentita sia dai sanitari interessati che dal Centro Nazionale Trapianti per voce del suo direttore dott. Alessandro Nanni Costa, l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule esprime innanzi tutto dolore e cordoglio per questo decesso, con particolare vicinanza ai famigliari. In attesa, rispettosamente, che le istituzioni preposte chiariscano le vere ragioni di questa morte, l’AIDO vuole dare spazio, nella ricerca della verità dei fatti, alle dichiarazioni del direttore del Centro Nazionale Trapianti il quale ha assicurato che il cuore era idoneo: «È stata eseguita una valutazione attraverso un elettrocardiogramma e una ecocardiografia, che esamina l’organo a livello strutturale e funzionale, oltre a una coronarografia. I test sono risultati negativi. Per la nostra rete trapiantologica questo cuore rispettava i criteri di idoneità. Poi la valutazione passa al gruppo chirurgico che lo prende in carico, in questo caso il San Camillo». «L’équipe chirurgica – ha aggiunto Nanni Costa – è quella che va a prendere l’organo e ne verifica il funzionamento. Ho appena parlato con il chirurgo che ha operato, mi ha detto che era tutto a posto e la funzionalità cardiaca è stata verificata in vivo».

L’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, intende inoltre dare il giusto rilievo alle affermazioni dei medici del San Camillo di Roma, che in un comunicato precisano: «Tutto quello che si è detto è falso, il cuore del donatore era perfetto. Il paziente deceduto era un paziente critico, era un uomo di 61 anni, diabetico, più volte ricoverato per scompenso cardiaco grave. Le complicanze del trapianto, che purtroppo possono avvenire – hanno spiegato i medici – non sono dovute al cuore trapiantato».

Il direttore della cardiochirurgia del San Camillo, Francesco Musumeci, ha spiegato che «l’uomo potrebbe essere deceduto, infatti, a seguito di un rigetto iperacuto, di una riposta infiammatoria sistemica, di una infezione da endotossina batterica, di una sindrome legata ai farmaci per l’anestesia o a seguito di ipertensione polmonare strutturale».

Tutto ciò premesso, l’AIDO intende ribadire l’importanza della medicina dei trapianti che è ormai un pilastro del sistema sanitario nazionale, con risultati di eccellenza a livello internazionale.

“Non possiamo dimenticare – ha spiegato la dott.ssa Flavia Petrin, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule – che  i trapianti sono interventi complessi non privi di rischi che vengono eseguiti con l’obiettivo di salvare o comunque migliorare la vita dei pazienti ma grazie a questo particolare ambito della medicina, negli anni sono stati trapiantati circa 70 mila pazienti e, fatto da sottolineare con forza, ben 45 mila ancora oggi vivono una vita dignitosa e in molti casi addirittura eccellente. In particolare, la sopravvivenza dopo un trapianto di cuore, ad un anno, è  dell'80%, risultato che ci pone ai vertici europei  per la qualità dei trapianti.

Il nostro scopo, nel rispetto della verità e del lavoro avviato dagli organismi preposti, è fare cultura della donazione e del sostegno ai trapianti perché ancora oggi più di 9 mila persone, fra le quali molti bambini, soffrono in lista d’attesa per un organo che magari non arriverà mai a salvare le loro vite”.

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La Presidente Nazionale AIDO dott.ssa Flavia Petrin parteciperà alla puntata odierna della trasmissione “La Vita in Diretta”, che andrà in onda su RAI UNO per sensibilizzare gli ascoltatori sul tema della donazione e del trapianto di organi in generale e per rispondere alle domande ed ai dubbi dei conduttori e dei telespettatori.

Comunicazione AIDO 

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