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Traffico di organi umani: entra in vigore la convenzione del Consiglio d'Europa

Il Segretario generale Jagland invita gli Stati ad aderire al trattato

07/03/2018

La Convenzione del Consiglio d'Europa contro il traffico degli organi umani è entrata in vigore nei primi cinque Stati che l'hanno finora ratificata: Albania, Repubblica Ceca, Malta, Repubblica Moldova e Norvegia.

La convenzione, il primo trattato internazionale volto a prevenire e combattere il traffico di organi umani, è stato firmato da altri diciassette stati, che non l'hanno ancora ratificata: Armenia, Austria, Belgio, Grecia, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Montenegro, Polonia, Portogallo, Federazione Russa, Spagna, Svizzera, Turchia, Ucraina e Regno Unito.

Il Segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjørn Jagland, ha accolto con favore l'entrata in vigore della convenzione e ha invitato gli Stati dell'Europa e non solo ad aderirvi senza indugio.

Gli sporchi affari del traffico di organi umani provocano gravi violazioni dei diritti umani che dobbiamo prevenire e combattere vigorosamente. Tali reati sono spesso commessi da gruppi criminali organizzati e hanno una dimensione multinazionale. I governi devono agire rapidamente e cooperare in modo efficace sfruttando il quadro giuridico offerto dalla convenzione”, ha affermato il Segretario generale Jagland.

La Convenzione contro il traffico ta degli organi umani è stata aperta alla firma il 25 marzo 2015 a Santiago de Compostela (Spagna). Fornisce un quadro completo per rendere reato il traffico di organi umani, proteggere le vittime e perseguire i colpevoli. Criminalizza il prelievo illecito di organi umani da donatori viventi o deceduti e il loro uso per trapianti o altri fini e altri reati connessi.

Il trattato prevede inoltre misure volte a garantire la trasparenza dei sistemi nazionali di trapianto e un accesso equo ai trapianti. Offre un'opportunità di azione concertata a livello globale armonizzando la legislazione nazionale e pone le basi per la cooperazione transfrontaliera.

Il traffico di organi umani viola i diritti umani e la dignità ed è una seria minaccia per la salute pubblica. È spesso collegato alla criminalità organizzata transnazionale, che si avvantaggia della situazione vulnerabile dei donatori, e emerge nel contesto dell'incapacità dei paesi di far fronte alle esigenze di trapianto dei loro pazienti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno vengano effettuati circa 10.000 trapianti nel mercato nero.

(Council of Europe)

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