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Trapianti, la vita attaccata al telefono.

Il Secolo XIX.

08/02/2010
Ancora oggi solo un paziente su tre ce la fa. Inequivocabili le parole di Vincenzo Passarelli, presidente nazionale dell' A.I.D.O., l'Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule, pronunciate appena giovedì scorso: «Solo un terzo dei cittadini, nel nostro Paese, si salva la vita o migliora la qualità della vita ricorrendo al trapianto. Il resto purtroppo o resta per anni in lista oppure muore». Il dato è una mazzata. Sia pur lenita da dati incoraggianti, dimostra quante persone sono costrette a rimanere in attesa di un trillo del telefono che non arriverà mai. O giungerà in ritardo. Dopo una flessione registrata nei due anni precedenti, i dati nazionali raccolti nel 2009 hanno registrate un incremento delle attività del Centro Nazionale Trapianti, che proprie lo scorso anno ha celebrato il decennale dall'istituzione. Dati positivi quelli del 2009: più dieci per cento dei pazienti trapiantati. E calano anche le opposizioni esplicite: da più del 32 per cento del 2008 al 30 pel cento dell'anno passato. In allegato il testo completo dell'articolo.
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