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Parma: la magistratura blocca il prelievo

Numero 1, maggio 2009
Prelievo di organi bloccato dalla magistratura a Parma, l’A.I.D.O. prende posizione.
“……caduto da un monopattino mentre giocava con il nipotino ….. era iscritto all’A.I.D.O., i familiari avrebbero voluto donare gli organi, ma non è stato possibile perchè il magistrato ha disposto l’autopsia .....” (Da Repubblica - Parma 12 aprile 2009)
“La notizia ci ha lasciato perplessi – dichiara Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule – poiché sono rarissimi i casi in cui le necessità istruttorie del magistrato sono ostacolate o alterate dalla donazione degli organi e tessuti. La quasi totalità dei casi viene, da molti anni, trattata in modo tale che, sia le esigenze di accertamento legale sia la donazione, vadano a buon fine. Le modalità – continua il presidente - ormai sono note a tutti gli addetti ai lavori, dai magistrati, ai medici legali, ai rianimatori, fino ai chirurghi prelevatori: infatti, la mole di dati acquisiti in vita, durante le ore in terapia intensiva, la possibilità di nominare un perito da parte del giudice inquirente, il quale segue passo dopo passo le fasi del prelievo, la certezza che vengono prelevati organi assolutamente sani, ed in fine l’autopsia legale post-prelievo, assicurano che nessun rilievo utile all’inchiesta venga trascurato”.
In merito alle decisioni della magistratura parmense il direttivo dell’A.I.D.O. sottolinea inoltre come queste siano in contrapposizione con quelle della magistratura partenopea dove nelle stesse ore il prelievo è stato autorizzato sulla vittima di una pesante aggressione come riportato dalle cronache locali: “….È morto ieri sera Giuseppe Imperatrice, l’imprenditore 44 enne di San Sebastiano al Vesuvio (Napoli) pestato a sangue venerdì. La salma dell’uomo si trova ancora all’obitorio dell’ospedale napoletano in attesa dell’autopsia che verrà compiuta domani. Nella notte, intanto, si è proceduto all’espianto degli organi precedentemente autorizzato dai familiari……”

Relativamente alle decisioni del magistrato di Parma il presidente dell’A.I.D.O. Vincenzo Passarelli precisa: “Nessuno pensa che il procuratore in causa non abbia il diritto di farlo, tuttavia, si può pretendere che, terminato l’iter istruttorio, il magistrato debba motivare la gravità dell’atto richiesto. Infatti è noto che il trapianto di cuore e di fegato, perché di tali organi sarebbe stato donatore il paziente deceduto, sono trapianti salvavita. Sappiamo – sottolinea il presidente - che quel giorno c’era in Italia un’urgenza assoluta per trapiantare un paziente gravissimo affetto da patologia epatica. Il magistrato che ha condotto quelle indagini in modo così inusuale ha il dovere, se non altro morale, di motivare gli atti che ha ordinato. I cittadini e l’A.I.D.O. – conclude Vincenzo Passarelli - richiedono che atti di tali rilievo siano vagliati anche dagli organi di sorveglianza della magistratura, ciò per garantire che nulla vada lasciato intentato al fine di garantire il diritto alla salute e alla vita.”
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