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Ministero: cresce la "sensibilità" ma ancora non basta.

Numero 2, luglio 2003
Nonostante la cultura della donazione in Italia si stia diffondendo sempre di più, come testimonia la continua crescita del numero dei donatori, ancora notevoli sono i margini di miglioramento e ben più ampie le nostre possibilità. Una situazione questa di cui gli addetti ai lavori, dal Ministro della salute Girolamo Sirchia ai volontari delle associazioni impegnate in questo campo, conoscono bene. Ed è pensando a quanti perdono la vita aspettando un trapianto e le migliaia di persone in lista di attesa, che quest'anno ha preso forma la campagna di comunicazione "Dai valore alla vita" contraddistintasi in maniera particolare per il suo ampio spettro d'azione a per aver coinvolto, più che mai attivamente, numerose associazioni di volontariato impegnate a favore della donazione di organi. Ma cosa ha portato alla realizzazione di una campagna come questa? "L'esigenza di incentivare la donazione degli organi - spiega la dottoressa Antonella Cinque, Direttore generale degli studi della documentazione sanitaria e della comunicazione ai cittadini . - sottolineata, peraltro, dalla legge n. 91 del 1° aprile 1999, ed uno temi degli Obiettivi generali del Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 che, come sottolinea lo stesso PSN, va perseguito con il concorso diretto delle associazioni di volontariato maggiormente rappresentative a livello nazionale. Una nuova modalità di collaborazione, questa, già attuata, però, con ottimi risultati, nell'estate 2002, in occasione della campagna per la donazione di sangue". Quali sono i vantaggi di questo tipo di collaborazione? "Realizzare una campagna d'intesa con le associazioni ha permesso di condividere fin dall'origine e su di una materia così delicata obiettivi, messaggi e modalità di comunicazione, e amplificare l'efficacia delle iniziative realizzate sfruttando il radicamento e l'esperienza delle associazioni a livello territoriale. Metodologicamente - continua la dottoressa Cinque -, la campagna è gestita da un tavolo di lavoro comune presso il Ministero del quale fanno parte le associazioni AIDO, ANTF, ACTI, Vite Onlus, FORUM, AITF, il Centro Nazionale Trapianti e, ovviamente, il Ministero in qualità di coordinatore. Le singole iniziative di comunicazione sono realizzate direttamente dalle associazioni in nome e per conto di tutte le altre. Più generalmente il Ministero della Salute, ha avviato un percorso di avvicinamento tra Istituzione e rappresentanze organizzate dei cittadini, ponendosi l'obiettivo di generare nuove forme di coinvolgimento e collaborazione con quella parte della società civile più sensibile alle problematiche socio-sanitarie". Quali sono, quindi, gli obiettivi che vi siete preposti? "Aumentare la fiducia dei cittadini verso il sistema trapianti, incentivare le dichiarazioni di volontà favorevoli alla donazione di organi; diminuire il numero di opposizioni al prelievo. Sono questi i principali obiettivi di comunicazione della campagna sono rappresentati da: In definitiva l'obiettivo strategico è rappresentato dall'incremento generale del numero dei donatori e dalla riduzione del divario fra le Regioni in termini di donatori percentuali. Le modalità di comunicazione previste riguardano diverse iniziative, dalle affissioni e cartellonistica, alla realizzazione di uno spot televisivo, all'acquisto di spazi su stampa quotidiana e periodici". Una campagna così importante come "Dai valore alla vita" durerà nel tempo? "Sì, necessariamente - sottolinea Antonella Cinque -. Il raggiungimento dell'obiettivo passa attraverso la maturazione di una consapevolezza collettiva che, su di una tematica così delicata, può essere perseguita solamente con una visione a lungo termine, pluriennale". E. Artesi d'Amore.
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