« indietro

Più informazione per una libera scelta.

Numero 3, settembre 2003
E' il 1973 quando l'A.I.D.O., con gli scontri sociali e il terrorismo alle porte, pubblica il primo manifesto sulla donazione. "Donate!" Questo il primo messaggio dal tono forse un po' inquisitorio. Il disegno rappresenta una rosa formata da due gambi, uno spezzato, ma comunque in bocciolo, l'altro radioso. E' stata probabilmente l'alternanza e i contrasti portati dall'epoca a fare da sfondo ad un messaggio che oggi apparirebbe sconsolato e arrogante nello stesso tempo. Qualche anno dopo, forse sull'onda delle rivendicazioni femministe, il volto di una donna in primo piano scomposto da un puzzle recita: "medita: con la tua cornea lei vedrà e sorriderà". In questo poster del 1975, si pubblicizza anche l'associazione con la scritta in grassetto: "ISCRIVITI"; nascono infatti negli anni settanta le prime forme di associazionismo a scopo solidale. Questo mettersi al disopra dell'opinione pubblica, considerata probabilmente piuttosto distratta, prosegue negli anni ottanta con altri due poster dove ritroviamo: "Aiuta!" sottolineato e "DONA!" in maiuscolo, tali incitazioni sono sempre accompagnate da un punto esclamativo. Arriviamo poi agli anni ottanta in cui la solidarietà, concetto ormai bandiera di centinaia di associazioni, ha bisogno di essere meglio definito. Per la stampa italiana diventano succulenti gli articoli scandalo sulla mala sanità e sul presunto commercio di organi, ledendo fortemente l'opinione pubblica in relazione all'attività di trapianto ed alla donazione. Questo atteggiamento irresponsabile da parte dei giornalisti impegna l'A.I.D.O. in campagne mirate soprattutto all'informazione. Prontamente l'A.I.D.O. produce non più posters ma locandine informative, sulla morte celebrale ad esempio o sul numero di donazioni, per essere affisse negli studi medici, uffici pubblici, scuole ecc. Con l'entrata nel terzo millennio l'A.I.D.O. propone tre posters diversi, consapevole del limite di una comunicazione sociale basata sul concetto di pubblico-massa e non su quello di pubblico-individui. Troviamo un richiamo ad un mondo altro, da ipotizzare e non imporre, con lo slogan "Se la solidarietà fa parte della tua vita donare gli organi va oltre la vita". Nel proliferare delle filosofie orientali lo slogan può essere acquisito grazie anche ad una grafica molto semplificata. Abbiamo poi un poster interessante dove per la prima volta lo stemma dell'A.I.D.O. appare con lo sfondo di un gruppo di persone piuttosto che il classico rosso. Viene in mente di poter far parte di quella comunità, delle "tante persone", perché ormai la donazione è un fatto acquisito. A conferma di questo atteggiamento non può mancare un testimonial come Cannavaro che ha prestato la sua immagine all'A.I.D.O. permettendo di catturare l'attenzione anche dei più distratti. Percorrendo brevemente le produzioni grafiche dell'A.I.D.O. non possiamo certo individuare un riscontro matematico delle adesioni alla donazione, ma certamente possiamo apprezzare lo sforzo continuo di rappresentare la società nel suo essere e nel suo possibile divenire. Mascia Ferri.
torna su