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L’A.I.D.O. è stata chiamata per promuovere il programma d’informazione.

Numero 1, marzo 2000
L’A.I.D.O. è una delle quattro associazioni di volontariato vincitrici dell’appalto concorso per la realizzazione di un “programma d’informazione ai cittadini in materia di prelievi e trapianti d’organi e tessuti”, indetto dal Ministero della sanità.
Con l’art. 2 della legge 1 aprile 1999, n. 91, il Legislatore ha previsto una campagna d’informazione rivolta ai cittadini con il coinvolgimento, oltre che degli Enti e soggetti pubblici, anche delle associazioni di volontariato. Ciò allo scopo di informare correttamente ed esaurientemente tutti coloro che saranno chiamati ad esercitare il diritto/dovere di manifestare, presso le sedi opportune, la propria volontà in ordine alla donazione d’organi e tessuti del proprio corpo dopo la morte. Il progetto che l’A.I.D.O. ha sottoposto al Ministero prevede una serie diversa d’interventi. Infatti, forte dell’esperienza accumulata in venticinque anni d’attività, l’informazione, per essere realmente efficace, deve tendere essenzialmente a sdradicare i pregiudizi accumulati da anni di disinformazione e a volte di controinformazione
e a raggiungere quei cittadini che, per situazioni logistiche, spesso sono esclusi dalle comunicazioni degli organi istituzionali. Purtroppo per l’esiguità della cifra stanziata, il Ministero ha finanziato in parte il progetto. Entro il 31 dicembre del 2000 le iniziative d’informazione coinvolgeranno i medici e le scuole. Le regioni privilegiate saranno quelle del Centro-Sud, dove ancora s’incontrano difficoltà nella diffusione della cultura della donazione (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Lazio, Molise). In dettaglio il progetto prevede: 1) nelle sale d’attesa di 5000 medici di medicina generale, di distretto A.S.L. ed ambulatoriali l’affissione di due manifesti nei quali si espongono le ragioni a favore della donazione d’organi dopo la morte e il corretto significato del concetto di morte. Si tratta della cosiddetta informazione passiva ai pazienti. Per meglio rendere comprensibile tale concetto occorre fare riferimento a quello che è definito l’utilizzo dei tempi morti della sanità. Coloro, infatti, che si avvalgono dei servizi sanitari pubblici sanno che prima di accedere alla prestazione prenotata possono avere dei tempi d’attesa più o meno lunghi. Questo tempo, tendenzialmente noioso, può essere utilizzato efficacemente predisponendo idoneo materiale murale da esporre in spazi antistanti agli sportelli o in anticamere: la persona legge ciò che trova sulle pareti. 2) In 1300 scuole (classi IV e V elementare e 1,2 e 3 media inferiore), la distribuzione del metro da colorare “La storia di un corallo” e quaderno “Vichi e il Pellicano”. La presentazione e la distribuzione di questo materiale saranno fatte assieme agli insegnanti referenti per l’educazione sanitaria, ai quali sarà consegnato un kit informativo (schede e videocassetta). Ci si augura che dopo questo primo esperimento, siano stanziate altre risorse economiche per progetti nazionali di più ampio respiro.
(Vincenzo Passarelli)
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