« indietro

L’A.I.D.O. si studia all’Università.

Numero 1, marzo 2000
A Roma e a Siena sono state discusse due tesi di laurea sulle prospettive della comunicazione dalle quali vengono alcuni consigli per l’Associazione

L’A.I.D.O. approda all’Università. Due tesi di laurea sull’Associazione nel 1999 sono state discusse davanti alle commissioni accademiche dell'Università di Roma "La Sapienza" e dell'Università di Siena. Autori dott. Marco Ippolito, corso di laurea in Scienze della comunicazione (cattedra di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica, prof. Franca Faccioli) e Paola Mantilacci, corso di laurea Scienze della comunicazione (cattedra del prof. Fabrizio Maria Pini).
Scopo della prima ricerca, intitolata “Siamo tutti donatori. Gli attori sociali nella comunicazione del cambiamento”, è stato quello di analizzare l'azione dei soggetti coinvolti
nella comunicazione del tema "donazione di organi". I soggetti individuati da Marco Ippolito sono stati le associazioni, le istituzioni e i mass media. L'ordine della trattazione che vede al primo posto proprio le associazioni, non è casuale. Il materiale raccolto, infatti, è stato praticamente fornito tutto dall'A.I.D.O. e già questo, come scrive l'autore, è indirettamente indicativo della "assoluta preminenza" dell'associazione sulle istituzioni, in termini di esperienza e competenza accumulate. Dello stesso parere Paola Mantilacci, che ha trovato nella disponibilità dei responsabili dell'A.I.D.O. l'unico aiuto alla sua ricerca. L'A.I.D.O. "risulta essere, a livello pratico, il vero e proprio motore di articolate iniziative di sensibilizzazione...". Per quanto riguarda le istituzioni, l'approvazione della legge non sembra, al momento, portatrice di specifiche conseguenze positive in termini di dinamismo dei soggetti istituzionali e di accettazione culturale della realtà dei trapianti. In una simile prospettiva l'A.I.D.O., secondo Ippolito dovrebbe intensificare il suo impegno tenendo conto del ruolo svolto dai mass media che, fino ad oggi, hanno costretto l'Associazione ad - un consumo di energie volto ad un'azione di contrasto delle notizie false e imprecise piuttosto che a politiche di sensibilizzazione culturale. Per quanto riguarda le prospettive future, c'è innanzitutto da fare i conti con una frammentarietà della realtà attuale e con l'assenza di un piano di comunicazione a partire dal quale poter elaborare riflessioni e commenti. La firma autorevole di una istituzione sui materiali comunicativi rappresenta un forte elemento di credibilità e autorevolezza al quale non è possibile rinunciare. L'A.I.D.O., secondo Ippolito, sarà chiamata ad un parziale "disimpegno concettuale" oltre che organizzativo, ma i tempi necessari affinché questo avvenga sono difficilmente prevedibili. Certo è che questo passaggio avviene in un momento in cui alcune regioni si erano mosse per una maggiore uniformità sia concettuale che strumentale. La seconda tesi di laurea, intitolata “Analisi e tendenze evolutive della donazione degli organi in Italia: un approccio al marketing”, dedica un’ampia parte della trattazione ai limiti delle organizzazioni non profit – di cui l'A.I.D.O. fa parte - riguardo la diffusione della cultura della donazione e del trapianto. Non bisogna infatti dimenticare che le variazioni percentuali dei donatori non sono solo un risultato numerico, ma possono rappresentare un cambiamento culturale non certo attuabile in tempi brevi e con scarse risorse economiche. Per questo diventa necessario l'intervento pubblico, che nel caso specifico della donazione di organi dovrebbe, secondo Paola Mantilacci, lasciare un margine di discrezionalità all'A.I.D.O. nell'amministrare e nel mettere in atto i programmi di informazione in una sorta di "partnership collaborativa". L'A.I.D.O., forte della sua esperienza nel campo dei trapianti, "dovrà trovare il modo di instaurare dei rapporti duraturi e continui con lo Stato, al fine di rendere attuativa e utile la riforma recentemente approvata”. È necessario, in questo momento particolare, che i media diano - facendo appello alla loro responsabilità civile - una tregua, affinché sia possibile una serena riflessione sugli atteggiamenti e i valori dell'opinione pubblica.
(Mascia Ferri)
torna su