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Una scelta... di cuore. Dopo il trapianto, la seconda gravidanza. Oggi è madre felice di due bimbi.

Numero 1, giugno 1998
La voce è squillante, il sorriso aperto e gioioso. Katia Colazzo è una mamma felice di due splendidi bambini, Mattia e Giulia di otto e due anni. È una giovane donna che vive giornate piene e serene. Ma la vita non è stata sempre facile per lei. I suoi problemi iniziano nel 1990,quando,giovane sposa, si accorge di aspettare un figlio. La gioia della notizia è presto offuscata da preoccupanti disturbi. Gonfiori, palpitazioni, difficoltà respiratorie e una prima diagnosi: gestosi. Nonostante le cure i disturbi non diminuiscono, anzi. “Soffrivo così tanto da non reggermi più in piedi - ricorda Katia -. Quella gravidanza tanto desiderata si stava trasformando in un’angoscia senza fine”. Le sue condizioni peggiorano finché arriva la diagnosi impietosa. È una cardiomiopatia dilatativa. A nulla servono le cure, in poco tempo il cuore di Katia è totalmente compromesso. “A ottobre del 1990, dopo 33 settimane di gravidanza, i medici fanno nascere Mattia. È molto piccolo, ma per fortuna è sano”, continua Katia. Lei invece sta sempre peggio. Ricoverata nel reparto di cardiochirurgia del policlinico Umberto I di Roma, è sottoposta a terapia intensiva. Ormai è alla fine. Il 28 dicembre la notizia che c’è un cuore compatibile per il trapianto. Per il marito disperato e per i parenti si apre uno spiraglio. Katia invece sta così male che non si rende conto di nulla. Il trapianto eseguito dal prof. Papalia e dalla sua equipe riesce perfettamente. “Al risveglio mi sono accorta subito di stare meglio”, dice Katia. “Il mio primo pensiero è stato per Mattia, quel figlio che non avevo ancora accarezzato nemmeno una volta”. E sarà il pensiero di Mattia e del marito Piero a darle la forza per superare il delicato periodo dopo l’intervento. A febbraio, finalmente, il ritorno a casa.“Vedere e abbracciare il mio Mattia è stata un’emozione indescrivibile”. Katia ha gli occhi lucidi, ma prosegue: “Vedendo mio figlio ho immediatamente pensato al ragazzo che donandomi il suo cuore mi ha fatto rinascere. Ho capito che dovevo lottare con tutte le mie forze per farcela. Dovevo farlo per tutti e due”. E piano piano la vita ritorna nella casa di Katia: Piero e Mattia. “È incredibile, sapevo che esisteva il problema dei trapianti e della donazione degli organi, ma lo sentivo così lontano da me. Invece, inaspettatamente e da un momento all’altro mi sono trovata totalmente coinvolta! Ora provo una grande tenerezza per i genitori di quel ragazzo, hanno fatto una grande cosa per me e per la mia famiglia”. Katia non smette mai di avere coraggio. Vuole vivere e dare alla sua famigliola una vita il più possibile serena. Cresce suo figlio, cura la casa, affronta senza timore le piccole e grandi difficoltà della vita quotidiana. E assapora intensamente il sottile piacere di avere una vita normale. Nel 1995, inaspettatamente, Katia scopre di essere nuovamente incinta. “All’inizio ho avuto un po’ di timore ma la gioia di mio marito e la tranquillità rassicurante dei medici mi hanno aiutato a vivere una gravidanza finalmente serena. La nascita di Giulia mi ha dato la sensazione definitiva che la vita mi apparteneva di nuovo, che la malattia era guarita e tornavo ad essere pienamente donna”. Oggi infatti è una madre indaffaratissima e felice. Paura del futuro? “Proprio no, non vedo l’ora che arrivi il futuro. Io corro e penso di prendere tutta la gioia che la via mi può dare”. “Se penso alla morte?”, lo sguardo di Katia si fa più intenso: “Qualche volta, ma solo per un attimo, perché poi ho sempre qualcosa da fare”.
(Giacomina Valenti)
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