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É ancora nelle nebbie il trapianto transgenico

Numero 2, luglio 1999
La xenoassistenza (cioè l’assistenza con l’ausilio di cellule epatiche animali) nel corso di una gravissima compromissione al fegato, necessita per la sua applicazione pratica di linee guida scientifiche e di una regolamentazione europea. Il trapianto d’organi animali nell’uomo, anche con animali transgenici (cioè umanizzati), richiederà ancora lunghi studi per le numerose problematiche tecniche, microbiologiche, sperimentali, cliniche, di salute pubblica e di politica sanitaria. Queste le indicazioni emerse, nel corso dei lavori del workshop internazionale, organizzato sull’argomento dal Coordinamento trapianto di fegato della Regione Toscana dell’Azienda ospedaliera pisana, diretto dal prof. Franco Mosca, che si è tenuto il 21 e 22 maggio scorso, presso il centro studi “I Cappuccini” di San Miniato (PI) e che ha visto la partecipazione di specialisti europei e statunitensi. Quest’ultimi hanno condiviso i dubbi espressi dal Parlamento Europeo,che nei primi mesi dell’anno ha proposto una sospensione temporanea delle terapie che necessitano dell’impiego di cellule o tessuti animali. La prof.ssa Aureliana Sargentini, vicedirettore dell’Istituto superiore di sanità, ha rilevato che è attualmente mancante in Europa una regolamentazione per l’utilizzo di dispositivi terapeutici biologici. Il prof. Didier Houssin, direttore dell’Etablissement Francais des Greffes e membro della Commissione trapianti al Parlamento Europeo, oltre a condividere quanto dichiarato dalla professoressa Sargentini, ha posto l’accento sulla mancanza di sperimentazione preclinica di tali dispositivi e sulla necessità di chiari criteri di valutazione della sperimentazione stessa. Tutto questo nell’interesse di giungere all’utilizzo di dispositivi realmente efficaci dal punto di vista terapeutico e nello stesso tempo rispettosi della sicurezza della salute pubblica per quanto attiene al rischio infettivo. Quest’ultimo punto è stato ampiamente discusso e rappresenta il nodo centrale di tutta la problematica. Il prof. Yasuro Takeuchi, esperto in malattie che possono essere trasmesse dall’animale all’uomo, ha dimostrato sulla base delle ricerche attuali come il rischio d’infezioni virali non possa essere quantificato e soprattutto non possa essere al momento né escluso né prevenuto. Il prof.Cristoph Broeslch ha affrontato le problematiche cliniche ed etiche, evidenziando che l’impiego di dispositivi per la xenoassistenza deve essere autorizzato solo in caso d’insufficienza fulminante del fegato e in soggetti nell’attesa di un organo per trapianto. Alla fine del Convegno si è proceduto alla stesura di una bozza di linee guida,che sarà perfezionata nei prossimi giorni, per essere indirizzata a tutte le autorità sanitarie europee.
(Vincenzo Passarelli)
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