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Traffico di organi: solo suggestioni.

Numero 4, dicembre 2000
Il 5 dicembre 2000, la Commissione Antimafia ha approvata la relazione sulla tratta degli esseri umani. Un documento di novanta pagine, ricche di dati e storie che dimostrano come l'Italia sia diventata meta di immigrati provenienti da ogni continente.

Quindici righe, che riportiamo integralmente, sono dedicate alle dichiarazioni del magistrato di Trieste, Nicola Maria Pace sul cosiddetto "traffico di organi".

«Il traffico di organi umani, rappresenta un mercato di sfruttamento del quale, in Italia, non si dispone ancora di prove giudiziarie accertate, ma semplicemente di alcune suggestioni. Le ipotesi che attendono di essere corroborate da riscontri oggettivi, inducono a pensare che l'espianto di un organo possa costituire una modalità con la quale un immigrato paga una parte ovvero l'intero costo del viaggio dal paese di origine a quello di destinazione, mentre altri sospetti, derivanti dalle confessioni di alcuni "passeurs" sloveni, spingono a pensare che il prelevamento di parti del corpo umano, operazione particolarmente difficile e delicata, sia compiuta nei confronti di singoli immigrati che, probabilmente, non dispongono pienamente della capacità di intendere e di volere. (Resoconto stenografico dell'audizione svolta il 16 marzo 2000 al Comitato di lavoro sulla criminalità organizzata internazionale dal dottor Nicola Maria Pace e altri, cit., pg. 20). Recentemente, nel corso della relazione svolta al convegno internazionale "Il traffico di esseri umani. Alla ricerca di nuove strategie di intervento", organizzato dal ministero dell'interno e svoltosi a Roma il 24 e 25 ottobre 2000, il ministro dell'Interno della Repubblica Moldava, Vladimir Turcanu, ha dichiarato la scoperta di 24 casi di cittadini moldavi che, per tremila dollari, sono stati portati in Turchia da esponenti della mafia russa per l'espianto di un rene».
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