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Una vita per gli altri.

Numero 2, luglio 2001
Tutti lo ricordiamo come una persona di grande entusiasmo e di alto senso di solidarietà umana. La sua grande intuizione è stata proprio di saper tradurre in modo concreto l’idea di solidarietà. Negli anni ‘70, quando la trapiantologia faceva i primi timidi passi, egli ebbe il grande merito di sentire come propria la responsabilità di intervenire in prima persona in favore dei pazienti in attesa di trapianto di organi; si impegnò perché la donazione degli organi fosse sentita come un dovere sociale oltre che morale. Ha svegliato così i cuori e le coscienze sulla donazione di organi e tessuti promuovendo la costituzione di una nuova Associazione, l’A.I.D.O. e contribuendo negli anni al suo sviluppo. Oggi, la nostra presenza qui, dimostra che questa idea è maturata, si è diffusa e soprattutto che è divenuta una realtà tesa a continuare ciò che lui ha iniziato con tanto entusiasmo. Lo stesso entusiasmo che ha trasmesso all’Associazione in occasione del suo intervento alla X Assemblea Nazionale svoltasi a Fiuggi il 16 e 17 giugno u.s. Il Suo messaggio, a distanza di pochi giorni, è divenuto una sorta di testamento spirituale rivolto all’Associazione e mi sembra quindi giusto ricordarvelo, perché possano queste sue importanti parole, costituire per tutti noi un sicuro riferimento: “Aumentate l’entusiasmo, ricordatevi che qualunque discorso, anche il più bello, il più forbito, se non ha una carica di entusiasmo, di forza, di volontà, di desiderio di fare sempre di più e sempre meglio non ottiene risultati. Noi se non facciamo questo facciamo morire lentamente l’Associazione. L’entusiasmo è l’alimento di una associazione di volontariato, specie nel nostro caso dove non diamo una prestazione per le persone che soffrono...Noi portiamo un’idea che per molti oggi è ancora nuova, ma noi l’abbiamo maturata, quindi cerchiamo di caricarla sempre più. Dobbiamo ricordarci che non lavoriamo per noi, che non abbiamo mai lavorato per noi, ma che lavoriamo per gli altri, per gli ammalati in particolare. Carichiamoci, carichiamoci e non dimentichiamoci che anche nella propaganda che noi facciamo sì dobbiamo dare notizie tecniche, dobbiamo essere preparati, bisogna che ognuno di noi conosca tutte le tematiche ed i problemi legati alla Donazione ed al Trapianto, ma mettiamoci anche un punto di sentimento legato all’entusiasmo. Questo è un modo vincente per raggiungere gli obiettivi che ci siamo tutti prefissati.” Mi piace ancora ricordarlo con il sorriso sulle labbra quando salutandoci alla fine dell’Assemblea mi ha detto “Oggi sono molto contento. E’ così che deve essere un’Associazione che si occupa di solidarietà: unita, serena ed ancora più impegnata per il futuro dei malati in un campo complesso come quello dei trapianti”. Grazie Giorgio per quello che ci hai insegnato, per averci trasmesso la grande responsabilità di portare avanti il Tuo progetto. Per noi sarà anche questo un modo per non dimenticarTi mai e per continuare, coll’impegno massimo che Tu hai sempre profuso, a far vivere lo spirito più nobile della nostra Associazione.
Ciao Giorgio, riposa in pace.

(Enza Palermo)
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