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Xenotrapianti: leciti ma prematuri. Un documento del Vaticano chiarisce la posizione della Chiesa cattolica.

Numero 3, dicembre 2001
Lo xenotrapianto (il trapianto di organi, tessuti o cellule di animali sull’uomo) a certe condizioni è lecito dal punto di vista etico, ma è ancora prematuro dal punto di vista scientifico e medico. Questa posizione della Chiesa Cattolica è stata chiarita e ufficializzata nel documento intitolato “La prospettiva degli xenotrapianti, aspetti scientifici e considerazioni etiche”, preparato dalla Pontificia accademia per la vita e presentato il 26 settembre scorso. Il documento, sollecitato anche dal Consiglio d’Europa, è il risultato del lavoro di vari specialisti di chiara fama, di comprovata esperienza e competenza: biologi, immunologi, virologi, genetisti, chirurghi trapiantologi, veterinari, nonché ovviamente specialisti di antropologia, morale, bioetica e diritto.
Secondo le linee operative proposte dal documento vaticano occorre insistere con la sperimentazione pre-clinica (da animale ad animale), per il periodo di tempo che gli scienziati riterranno necessario, fino all’ottenimento dei risultati positivi riproducibili, considerati sufficienti per poter passare alla sperimentazione sull’uomo. Quando giungerà il momento sarà allora eticamente corretto rivolgere la proposta, nel rispetto del consenso informato, dapprima soltanto a gruppi ristretti di pazienti, i quali non siano in grado di ricevere un allotrapianto e sempre che non sia disponibile per loro una migliore alternativa terapeutica. Sarà altresì moralmente necessario assicurare un attento e pianificato monitoraggio dei soggetti trapiantati, che potrà durare anche per tutta la vita, vigilando su ogni segnale di possibili infezioni da agenti patogeni conosciuti e non. Bisognerà inoltre che ogni sperimentazione clinica sia condotta in centri altamente specializzati, con una provata esperienza nei modelli preclinici maiale/primate, specificamente autorizzati e controllati dalle competenti autorità sanitarie.
I risultati così ottenuti, se inequivocabilmente positivi, costituirebbero la base per un allargamento della pratica dello xenotrapianto, come terapia chirurgica definitiva. La riflessione sugli xenotrapianti certamente non è chiusa con questo documento,ma certamente
costituisce un aiuto ed un contributo qualificato.
(Vincenzo Passarelli)


In allegato il testo completo del documento “La prospettiva degli xenotrapianti. Aspetti scientifici e considerazioni etiche”.
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