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Barnard: lo ricordano così.

Numero 3, dicembre 2001
Fu Christian Barnard, cardiochirurgo sudafricano, ad effettuare il primo trapianto di cuore su un uomo. Lo fece al Groote Shuur Hospital di Città del Capo. Era il 1967. Barnard scomparso lo scorso settembre all’età di 78 anni, è stato ricordato così:

“Era stato anche una voce contro l’apartheid. La sua morte è una grande perdita per il Sudafrica a cui lui ha dato un grande contributo”.
Nelson Mandela

“Adorava il vino delle Langhe, andava pazzo per funghi e tartufi. Era un uomo che amava tutti i piaceri della vita, a tavola sceglieva e giudicava i piatti con estrema competenza. Faceva impazzire le donne”.
Michele Casaccia, primario della Divisione Cardiologica dell’Ospedale Molinette di Torino

“Per temperamento era l’opposto dello stereotipo dell’accademico, teso com’era verso una vita brillante e costellata di molti matrimoni, amori e avventure clamorose”.
Alberto Oliverio, direttore dell’Istituto di Neurobiologia del C.N.R.

“È una figura carismatica, che ha superato la barriera, ha messo un punto fermo dal quale cimuoviamo ancora in questi giorni”.
Gaetano Minzioni, direttore Unità Operativa di Cardiochirurgia Spedali Riuniti di Brescia

“Quello che più ammirai in quel grande medico furono l’audacia e il coraggio nell’affrontare la professione. Capii che la scienza non si basava soltanto sulla freddezza dei dati, ma su ben altro. Soprattutto sull’uomo, che deve avere coraggio e audacia”.
Michele Di Summa, direttore della Divisione Universitaria di Cardiochirurgia dell’Ospedale Molinette di Torino

“Riferita a Barnard, anche una espressione retorica come “ha inaugurato un’era” credo si possa usare”.
Mario Viganò, direttore della Divisione di Cardiochirurgia del Policlinico San Matteo di Pavia

“Era bravo, bello, ricco, aveva le donne più belle del mondo. Criticato e invidiato per il successo, è il prototipo del chirurgo mediatico, che “buca” il video”.
Carlo Marcelletti, direttore Unità Operativa di Cardiochirurgia dell’Ospedale Civile di Palermo

“Un ragazzino coraggioso – aveva 45 anni quando fece il primo trapianto di cuore, ma per la scienza medica di allora era un novizio… Avevamo molte cose in comune: il senso della sfida, un certo anticonformismo. Era sottilmente spavaldo e abbastanza sicuro di sé, nonostante le gelosie e le frecciate malevole che lo bersagliavano”.
Umberto Veronesi, oncologo già Ministro della Sanità

“L’incontro con lui segnò le mie scelte future”.
Ignazio Marino, direttore dell’Istituto Mediterraneo Trapianti di Palermo

(per la documentazione, Rossella Pietrangeli)
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