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Premio “Nicholas Green”, il tributo della Sicilia al piccolo donatore americano.

Numero 1, gennaio 2010
“L’art. 2 della legge regionale 1 marzo 1995, n. 15 istituisce nove premi annuali intitolati a Nicholas Green da assegnare, per ogni provincia siciliana, ad altrettanti studenti delle scuole primarie, medie inferiori e medie superiori per lo svolgimento di temi attinenti la solidarietà umana ed in particolare la donazione di organi per fini di trapianto. … Alle SS.LL. [i Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali della Sicilia (n.d.r.)] è affidato, inoltre, il compito di una commissione provinciale per l’esame degli elaborati per il compito sopra illustrato, la quale, al termine dei propri lavori, redigerà tre distinte graduatorie che saranno successivamente trasmesse a questo dipartimento unitamente alla copia degli elaborati prescelti”. Questo il testo delle Circolari che, annualmente, vengono emanate dall’Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione per invitare le scuole delle province siciliane ad attivarsi nell’organizzazione del concorso. Il premio consiste in una somma di denaro da destinare agli alunni e alle alunne, ma spesso a intere classi, vincitori per il proprio ordine di scuola. Fondamentale diventa il ruolo dei volontari A.I.D.O. e delle altre associazioni affini operanti nel territorio, nell’appoggiare gli Uffici Scolastici Provinciali e le singole scuole nell’organizzazione del concorso. I volontari si adoperano per la costituzione della commissione giudicante, per sollecitare l’emanazione delle circolari da parte degli Uffici Provinciali, per pianificare gli incontri di informazione e sensibilizzazione nelle singole scuole, per organizzare la premiazione in un contesto festoso ma che valorizzi la portata dell’evento. Il Concorso diventa così occasione per rafforzare la sinergia tra i diversi soggetti che, in campo istituzionale o del volontariato, si occupano del problema della donazione e del trapianto: le equipe che tengono gli incontri con gli studenti sono infatti composte, coinvolgendo i coordinatori locali, da medici e personale sanitario da questi indicato; da volontari della nostra Associazione; e inoltre da testimonial che, spesso, appartengono ad Associazioni di pazienti interessati alle problematiche del trapianto. È un’occasione importante di incontro, di dialogo e di confronto tra soggetti che, in diversi modi, si rapportano con tali problemi. La condivisione di questo impegno si è rivelata utile per la ricerca di un linguaggio comune, ma anche di obiettivi e di strategie condivisi, contribuendo a superare le differenze di vedute e le – forse inevitabili – diffidenze reciproche. Negli anni il rapporto con le scuole si è consolidato, sempre più province si sono mobilitate per l’organizzazione del concorso, e gli elaborati hanno raggiunto un notevole livello di qualità. Gli studenti utilizzano sempre più le nuove tecnologie, e questo ha portato a una diversificazione dei prodotti che vanno, dal semplice testo scritto, a brani musicali, fotografie, video spot e cortometraggi, oltre naturalmente a disegni, dipinti, sculture degli istituti ad orientamento artistico: le commissioni hanno davvero un difficile compito! Da qualche tempo il Premio ha avuto un nuovo impulso dalla strategia organizzativa suggerita a tutti i Provinciali dall’attuale Presidente Regionale A.I.D.O. Pippo Di Stefano: un accordo di rete tra scuole per le attività di formazione ed informazione,sia per i Dirigenti ed i Docenti che per gli alunni; una convenzione che le scuole possono concordare con l’A.I.D.O. provinciale, al fine di organizzare le azioni di sensibilizzazione, formazione ed informazione per gli studenti. Un ulteriore passo avanti è inoltre rappresentato dalla Convenzione stipulata qualche mese fa a livello regionale, tra soggetti istituzionali e le associazioni di volontariato del settore, anche questa fortemente voluta dal Presidente Di Stefano, per dare nuovi mezzi organizzativi alle attività di sensibilizzazione e informazione nel territorio siciliano. Una domanda sorge, infine, spontanea: perché la Regione ha voluto ricordare proprio Nicholas, non certo il primo donatore in terra di Sicilia? Il motivo è facilmente comprensibile: basti pensare all’evento che ha portato alla morte il piccolo americano in vacanza con la sua famiglia. Colpito durante un’aggressione da alcuni malviventi rimasti purtroppo impuniti, è morto all’ospedale di Messina: la porta della nostra isola nella quale si accingeva ad entrare con tutte le aspettative e l’eccitazione della sua tenera età. Desiderava visitare le vestigia del nostro passato, le bellezze naturali di cui tanto aveva parlato col suo papà. Non ha potuto vedere neppure le corsie dell’ospedale: è arrivato già morto. Quale padre, quale madre non avrebbe allora maledetto il luogo in cui gli era stato strappato ciò che più di prezioso aveva al mondo, quale genitore non avrebbe maledetto la nostra terra e i suoi abitanti! Questi genitori no. Ci hanno dato una lezione di civiltà, di sensibilità e di amore. Ecco perché Nicholas. Ecco perché, a distanza di anni, e dopo molte, molte altre donazioni da parte di famiglie siciliane, altrettanto generose e sensibili, Nicholas Green rimane il simbolo dell’amore che sconfigge la rabbia e l’odio, di quell’amore che permette di pensare alla sofferenza degli altri anche nel momento del più atroce dolore.
Grazie Nicholas, e grazie ai tuoi splendidi genitori.
(Mirella Mancuso)


Lavorare insieme è bello e… conveniente.

L’idea di creare uno strumento normativo che metta a sistema tutto il mondo intorno alle persone gravemente malate destinate a morte sicura o, nella migliore delle ipotesi, alla schiavitù della dialisi, nasce dai numeri che da sempre relegano la Sicilia negli ultimi posti della statistica nazionale sul numero di donatori per milione di abitanti. Quali le ragioni di tale condizione? Mancanza di una cultura solidaristica e della donazione? Paura ed egoismo? Inadeguato sistema sanitario regionale che non riesce nemmeno a soddisfare il 30% dei malati in lista d’attesa? Un sistema scolastico troppo preso da progettualità didattiche mirate esclusivamente sulle conoscenze e competenze disciplinari e poco sulla dimensione umana e valoriale dello studente, percepito come persona? Eppure, ci è capitato di incontrare persone di grande sensibilità umana e sociale, esseri invisibili costretti in anguste “piccionaie” piuttosto che comodamente seduti sulle “poltrone in prima fila” del teatro della vita; abbiamo conosciuto medici competenti, sensibili e appassionati nel lavoro che, tutti i giorni, svolgono con abnegazione e sacrificio; conosciamo centri di eccellenza dove vengono ben curati i malati, anche con la terapia del trapianto d’organi; esistono Unità Operative di Rianimazione – vere trincee del sistema sanitario regionale - dove, chi vi opera, offre se stesso ed il proprio sapere fino agli ultimi minuti di estenuanti turni di lavoro; siamo testimoni della presenza nelle scuole di una moltitudine di insegnanti – cellule educative vere, autentici maestri di vita e di “conoscenza”- che, nel silenzio della “cultura”, svolgono il loro difficile lavoro… per poi, magari, essere ingiustamente additati come inetti e fannulloni, solo perché pubblici dipendenti! Qual è la verità? Un po’ di tutto, come succede nella vita di ciascuno di noi. Ma, allora, quando le cose non vanno come vorremmo, cosa fare, come agire, a chi chiedere aiuto? Abbiamo pensato che la risposta più razionale che si possa dare, sia una ed una sola! Costruire un sistema virtuoso che riesca a massimizzare la ricaduta delle singole azioni sviluppate da più soggetti, in un insieme coerente la cui risorsa umana sia la parte migliore della nostra società. Il sistema virtuoso ideato per fronteggiare il problema dei trapianti in Sicilia, è, quindi, la Convenzione già sottoscritta dai diversi soggetti istituzionali e volontari che in Sicilia si occupano di Donazione, Prelievo e Trapianto d’Organi (CRT, USR, Ass.ti Reg.li alla Sanità ed alla Pubblica Istruzione, A.I.D.O.) e che, sinceramente, intendono collaborare tra di loro in modo coordinato e sincronico per il raggiungimento di un comune scopo: soddisfare il fabbisogno regionale di organi attraverso la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione di tutti i cittadini siciliani, primi tra tutti, gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado delle nove province siciliane, utilizzando anche il Premio “Nicholas Green”. Un semplice elemento normativo, questo, che non rimarrà un pezzo di carta straccia con dichiarati intenti che non si realizzeranno mai, ma un valido strumento di lavoro comune dove ciascuno leggerà ed eseguirà i propri compiti nella certezza che anche gli altri partners staranno facendo altrettanto. Tale certezza si fonda sugli accordi e gli incontri preventivi che hanno visto subito convergere in modo formidabile gli “interessi” e le “missions” di tutti e cinque i partners convenienti. Abbiamo l’ardire di pensare metaforicamente alla convenzione come ad un faro che ci aiuterà ad orientarci meglio nel mare tempestoso della sofferenza, della malattia e della morte e che ci permetterà di approdare, tutti insieme, nel riparato porto dell’Amore e della Donazione di sé.
Giuseppe Distefano)
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