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L’Europa per i trapianti.

Numero 1, maggio 2006
“L’Europa per i trapianti, i trapianti per l’Europa”, il tema di una lettura magistralmente interpretata da Didier Houssin quando era ancora Direttore dell’Etablissement Francais des Greffes. Nell’osservare il panorama europeo Houssin si chiede quanto la costruzione dell’Europa possa incidere sui programmi di donazione e trapianto, ma nello stesso tempo se e quale influenza possono avere i trapianti sulla costruzione dell’Europa. Se è vero che problemi molto simili nei vari sistemi sanitari europei hanno avuto risposte diverse, è anche vero che, nonostante le diversità culturali in gioco, esiste già da alcuni anni una dimensione europea dei programmi di trapianto, sia in termini di bisogni che in termini di collaborazioni finalizzate ad una condivisione di regolamenti e di principi etici. Quindi l’Europa può avere un impatto concreto sull’attività dei trapianti per migliorare il coordinamento tra i vari Paesi ed armonizzare il quadro nel quale questa attività si svolge. Nello stesso tempo è doveroso porre attenzione a quello che i trapianti possono fare per la costruzione dell’Europa. Infatti i trapianti, che coinvolgono una forte dimensione simbolica, costituiscono un ottimo esempio di come i problemi sanitari possano avere conseguenze più ampie nella società. Se l’Europa, al di là degli obiettivi economici, ha anche come obiettivo lo sviluppo di un progetto sociale comune, allora i trapianti, che presuppongono altruismo e solidarietà, possono contribuire. Lo sviluppo del dialogo nel campo della donazione di organi e tessuti può contribuire a stimolare dibattiti etici e ad armonizzare le posizioni dei vari Paesi.Tutto questo ci dimostra che la relazione tra Europa e trapianti non è a senso unico. I trapianti meritano quindi un posto specifico nell’ambito dell’Unione Europea, come previsto dall’articolo 152 del trattato di Amsterdam, essendo un eccellente esempio che può contribuire a promuovere un progetto
europeo che abbia una dimensione sia medico-scientifica che etico-sociale, come peraltro auspicato dai rappresentati degli Stati europei al termine della Conferenza di Oviedo nel 1999. La collaborazione tra i Paesi europei su questi aspetti può contribuire a costruire delle basi comuni nel campo della tutela della salute e a rafforzare l’idea di valori condivisi che permettano una sanità per tutti.
Franco Filipponi, Presidente Airt (Associazione Interregionale Trapianti)
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