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Una grande banca dati.

Numero 1, maggio 2006
“Si tratta di un’anagrafica, semplice. Ci saranno i dati fiscali, di residenza, e qualche altra informazione, ma non tante”. Con queste parole nasce il S.I.A., e sono gli ultimi mesi del 2002. Le pronuncia Gabriele Ravaioli, già vicepresidente nazionale, ad Andrea Masotti, programmatore. La semplice anagrafica rimane più o meno tale, ma intorno ad essa nascono idee, possibilità, sogni che anche oggi impegnano alcune persone in uno sviluppo che è costante. A metà marzo del 2003, nel contesto dell’Assemblea dei Presidenti Provinciali A.I.D.O. tenutasi a Roma, il pranzo del sabato è seguito da 75 minuti di presentazione che scorrono veloci e fluidi nonostante il metabolismo dei presenti dia il meglio di sé nello smaltimento delle pietanze. L’interesse è notevole, le domande in certo numero, l’accoglienza stupita ma decisamente benevola. Probabilmente in pochi, in questo momento, pensano che l’iniziativa prenderà davvero piede. In realtà questa prima presentazione è ricca di retroscena, che vedono collaborare fidanzate, relatori e direttori di hotel nel tentativo, riuscito, di allestire un collegamento internet che bonariamente posSIAmo definire aleatorio e che, in realtà, per tutto il mese precedente era stato annunciato come certo e sicuro. Prevedibili imprevisti. Lo sviluppo del S.I.A. continua: il semplice progetto diventa ogni giorno una realtà sempre più completa. Nato quasi per scommessa, il S.I.A. dà il meglio di sé (ma altrettanto pretende e pretendeva) per vincere completamente quella stessa scommessa: dotare l’Associazione di un unico strumento per la gestione dell’enorme patrimonio di informazioni e, obiettivo secondario solo nel tempo ma non nell’importanza, riversare questo patrimonio di informazioni nelle forme e nei modi che maggiormente l’avrebbero valorizzato. È su questo secondo punto che, di comune accordo con il Centro Nazionale Trapianti, si inizia a ventilare prima, e sviluppare poi, un protocollo di comunicazione che rendesse disponibile al CNT l’insieme dei tesserati A.I.D.O. e che, nel contempo, tutelasse al meglio l’obiettivo istituzionale di A.I.D.O., investendola di un’ufficialità fino a quel momento non pensata. Storia recente, si giunge così all’8 di ottobre del 2005 quando a Roma, in Campidoglio e alla presenza del sottosegretario Di Virgilio, dell’assessore Raffaela Milano del Comune di Roma, di Alessandro Nanni Costa, direttore del CNT, e di Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale A.I.D.O., il protocollo di interazione tra S.I.A. (Sistema Informativo A.I.D.O.) e SIT (Sistema Informativo Trapianti) viene ufficializzato nel contesto dell’accordo tra A.I.D.O., Ministero della Salute e Centro Nazionale Trapianti. In circa tre anni dunque, il S.I.A. ha raggiunto l’ufficialità più completa e totale, S.I.A. come unico strumento informatico a servizio dell’Associazione per la gestione dell’operatività interna, S.I.A. per la cura degli scambi di informazioni con altre strutture. I dati di numerose sezioni provinciali sono già confluiti nel sistema, mentre su tutto il territorio nazionale vengono condotte presentazioni informative e corsi funzionali per i futuri operatori. Lo sviluppo non si è mai arrestato, e nuove funzioni ed idee stanno nascendo in seno alla prossima versione della piattaforma, che vedrà la luce entro il 2006. Ma il S.I.A. che cos’è? In buona sostanza, quell’ anagrafica che è stata alla base dell’idea iniziale. Il valore aggiunto? Rendere disponibile il patrimonio di informazioni che costituisce l’Associazione stessa così da ricondurlo a quel altissimo valore intrinseco nei numeri: oltre un milione di tesserati. Fino ad ora A.I.D.O. è raramente riuscita ad osservare se stessa come un’unica entità. I dati relativi ai tesserati, frammentati nelle realtà locali delle sedi provinciali, presentavano un numero troppo esiguo di congruenze nella struttura e nella forma perché fossero disponibili in breve tempo su tutto il territorio nazionale. A.I.D.O., che è l’insieme dei suoi tesserati, veniva così ridotta a molto meno di questo. Il S.I.A., unificando tutte le informazioni in una forma condivisa, entro un’unica struttura solida e razionale, nel contesto di un unico scenario onnicomprensivo è, di fatto, il linguaggio dell’Associazione stessa. Le Sezioni non sono padrone o proprietarie dei dati, ma responsabili di essi, e laddove l’obiettivo istituzionale dell’Associazione S.I.A. la tutela della volontà del tesserato, ricondurre la gestione della propria realtà locale a concetti di possesso è marciare in direzione opposta all’intento dominante di A.I.D.O. stessa. Nel contesto del S.I.A., tutte le informazioni, tutti i tesserati, sono ordinati, memorizzati e controllati in un unico insieme coeso. Se certi vincoli permangono (poiché non è pensabile che una Sezione possa intervenire su informazioni la cui gestione non le compete), altri vincoli sono caduti o dovranno necessariamente cadere. Ecco che attraverso lo strumento informatico, chi sarà debitamente autorizzato potrà gettare uno sguardo sull’intero patrimonio di informazioni dell’Associazione, scavalcando quei limiti locali che devono servire esclusivamente scopi di gestione interna. Quando il tesserato Dante Donati di Bologna si troverà a rendere conto dell’impegno preso con se stesso firmando l’atto olografo, non è accettabile che il suo dono vada perduto perché non sussiste la possibilità tecnica di verificare la vita associativa di Dante Donati o perché, ancora peggio, vi è una precisa volontà alla detenzione chiusa delle informazioni. Attraverso il S.I.A., grazie all’uniformazione dei dati e in virtù dei protocolli istituiti con il Centro Nazionale Trapianti, Dante Donati potrà vedere tutelato il suo diritto in qualSIAsi frangente, poiché tutte le strutture competenti, nessuna esclusa, potranno identificare Dante Donati in seno all’Associazione in qualSIAsi momento. È il S.I.A. che si fa garante delle informazioni rese disponibili, e quindi il S.I.A. è sufficiente a stabilire quale S.I.A. la reale volontà testamentaria di Dante Donati. È il Presidente della Sezione però, che a monte di questo, risulta responsabile della correttezza delle informazioni presenti nel sistema. Quindi, il Sistema Informativo A.I.D.O. è uno strumento nelle mani dell’Associazione, ed in questa ottica non può che essere accolto con calore ed entuSIAsmo. Uno sforzo notevole è stato compiuto per rendere disponibile lo strumento, senza oneri, ad ogni Sezione. E così il S.I.A. è una piattaforma web che non richiede alcuna dotazione informatica specifica diversa da un computer ed un collegamento internet. Realizzato secondo i più alti standard di sicurezza ed innovazione, usufruendo delle migliori tecnologie nel panorama informatico, il S.I.A. è anche pronto, da tempo, ad essere eventualmente accolto in seno ad organi istituzionali che dovessero esprimere questa precisa volontà. Da questo momento in avanti, ora che con ogni mezzo possibile è stato chiarito come il S.I.A. rappresenti un’emanazione dell’Associazione e non un’iniziativa sporadica, a termine, e confinata, sarà un obbligo morale per ogni Sezione attivarsi così da ricondurre le informazioni gestite in questo contesto.
(Andrea Masotti)
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