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La fiducia dei cittadini è ben riposta.

Numero 1, maggio 2007
La settimana della donazione e del trapianto di organi e tessuti rappresenta da oltre 10 anni un momento importante per l’informazione e la sensibilizzazione su questi temi, ma anche un’ occasione di riflessione e di sviluppo per queste attività, di elevata specialità sul piano assistenziale, strategiche sul piano organizzativo, uniche sul piano etico, perchè totalmente dipendenti da un atto di solidarietà sociale come la donazione dei propri organi dopo la morte.
Proprio questa particolarità ha reso necessario ed indispensabile l’impegno del volontariato che in questo settore sviluppa da oltre 40 anni iniziative di comunicazione verso la società ed un’azione diretta per il coinvolgimento sempre maggiore delle istituzioni.
Desidero perciò ringraziare le Associazioni che hanno condiviso e sostengono in modo importante i programmi del Ministero e del Centro Nazionale.
Di recente la rete trapiantologica è stata toccata da un importante evento avverso. Il caso di trasmissione dell’infezione HIV da un donatore a 3 riceventi di organi avvenuto in Toscana, a causa di un grave errore di un operatore, ci ha obbligato a riflettere su cosa fare per evitare che altri pazienti possano ammalarsi a causa di errori del sistema e ha creato nella comunità trapiantologica una certa preoccupazione per la possibile riduzione della fiducia dei cittadini. Il timore era quello di una diminuzione delle donazioni e di un rifiuto dei trapianti da parte dei pazienti in lista.
I dati del Centro Nazionale hanno evidenziato con certezza che le donazioni ed i trapianti dopo il 20 febbraio non sono diminuiti rispetto al mesi precedenti.
Le persone ed i pazienti in attesa hanno avuto ed hanno fiducia nel sistema; tocca a noi renderlo sempre più efficiente ed efficace con una risposta che sappia valorizzare la loro disponibilità ed andare incontro alle esigenze di cura dei pazienti in attesa.
Il sistema sta dando risposte per l’incremento della sicurezza, oltre ad indicazioni di base che ho direttamente comunicato a tutte le strutture organizzative.
Inoltre il Ministero ha dato mandato al Centro Nazionale di attivare una verifica ed una standardizzazione delle procedure operative e di laboratorio su tutto il territorio nazionale.
Vorrei però confermarvi, come ho fatto allora, il valore delle nostre strutture assistenziali e la fiducia nell’azione del Centro Nazionale Trapianti. Ciò che stiamo facendo riguarda soprattutto la valorizzazione di tutti gli operatori coinvolti nel sistema, chiedendo a ciascuno uno sforzo per garantire la qualità del risultato.
Alle Regioni, alle strutture ed agli operatori della rete trapiantologica chiedo un impegno per incrementare il numero delle donazioni che nel 2007, indipendentemente dal caso di Firenze, appare in diminuzione rispetto all’anno precedente; è in gioco la perdita di possibilità di salvare pazienti in attesa e non possiamo non chiedere ogni sforzo perché questo non avvenga.
In una riunione congiunta, il Ministero e Le Regioni hanno incaricato il CNT di proseguire con intensità nella azione finora svolta e di presentare proposte per un rinnovamento della rete; credo sia necessario mantenere la rete nazionale coordinata ed efficiente, ma anche che in ogni Regione, in ogni ospedale venga fatto quanto possibile per aumentare la donazione di organi e tessuti. Sono in gioco la qualità della vita e in alcuni casi la vita stessa dei pazienti.
Non vorrei però che questi aspetti facessero passare in secondo piano i risultati sinora raggiunti: nel 2006 l’Italia ha confermato il valore e la qualità dei programmi e della rete trapiantologica; è la prima nazione europea per numero di trapianti di fegato, per la qualità dei risultati e per la loro trasparenza; è il paese con la maggiore donazione di tessuti e di trapianti di cellule staminali emopoietiche; ha costruito, primo Stato al mondo una procedura che assicura a tutti pazienti un identico accesso ai registri internazionali dei donatori di midollo e delle banche di cordone ombelicale.
Proprio in questi giorni l’OMS ha proposto al Centro nazionale un progetto per la raccolta e la gestione degli eventi avversi nel trapianto; le organizzazioni europee di trapianto ci hanno confermato la guida del gruppo di ricerca in materia di sicurezza e qualità dei trapianti ed affidato, insieme alla Francia, la segreteria della loro organizzazione; Vanno, infine, ricordati la realizzazione del programma di trapianto nei soggetti sieropositivi, la leadership nel settore della valutazione del rischio di trasmissione di patologie neoplastiche tra donatore e ricevente, l’affidamento del data base internazionale per la raccolta dei dati su cellule tessuti.
Credo che la fiducia dei cittadini sia stata ben riposta.
Vi chiedo e chiedo a tutti Voi operatori, organizzazioni ed istituzioni che il vostro impegno per la sicurezza sia attento e responsabile e di impegnarvi sempre più perché il numero dei trapianti possa aumentare, per poter assicurare ai pazienti in attesa un futuro attivo, da “persone guarite dalla malattie” , in grado di svolgere nella società un ruolo importante.
Il vostro contributo è di fondamentale importanza.
Grazie.

Livia Turco, Ministro della Salute
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