« indietro

Donazione: parlane oggi, subito, tanto, con tutti, sempre

Numero 2, giugno 2009
Perché di donazione di organi si parla così poco? E' forse un argomento imbarazzante? Sembrerebbe proprio di sì. Se da un lato vantiamo l'efficienza del nostro sistema trapianti, dall'altro le liste di pazienti in attesa di un trapianto restano lunghe. Si parla molto dei progressi della medicina in materia di trapianto e poco di donazione degli organi, come se i primi possano esistere a prescindere dai secondi. Esistono ancora molti dubbi e resistenze intorno a questo tema. Parlare della propria morte mentre si è ancora in vita suscita in molti un sentimento di forte disagio; la scarsa informazione alimenta credenze che faticano a dissiparsi, così come non averne mai parlato in famiglia ha spesso come conseguenza la rinuncia da parte dei familiari al consenso per il prelievo degli organi del proprio congiunto.
Da queste riflessioni è nata nel luglio 2008 la campagna "Donazione, parlane oggi", ideata e realizzata per A.I.D.O. dall'agenzia di comunicazione Wells di Bologna, composta da uno spot televisivo della durata di 30'', manifesti in tre soggetti e una cartella con inserti informativi. Il tema sviluppato è proprio quello dell'imbarazzo, sentimento che il tema della donazione d'organi inevitabilmente suscita facendo di esso un argomento tabù. L'obiettivo è stato quello di affrontare tale tema in modo leggero ed ironico, per aiutare a superare l'impasse e a parlare liberamente di un gesto che non di morte tratta, ma che anzi
è pieno di vita. La compagnia teatrale rappresentata nello spot è guidata dal regista (Alessandro Gassman) in un'improvvisazione teatrale sul tema dell'imbarazzo. Le situazioni quotidiane presentate (ammettere di non saper nuotare di fronte agli amici, raccontare ai propri figli come sono nati, essere scoperti dal proprio partner in una relazione extraconiugale) rendono, quando ad esso raffrontate, il tema della donazione di organi un argomento di cui parlare con maggior serenità e naturalezza coi propri cari. Il risultato è uno spot essenziale nella fotografia e ritmato nelle battute, che nel finale centra il cuore del problema in maniera chiara e diretta, col volto intenso del testimonial Alessandro Gassman che, guardando in camera, invita a parlare di donazione vincendo ogni remora, e a parlarne oggi.
A distanza di un anno è stato deciso di rilanciare la campagna perché nonostante i dati dei primi sei mesi del 2009 indicano un ripresa delle donazioni, le liste di attese si attestano sui 9.500 pazienti (più di 6.000 sono in attesa di un trapianto di rene). Le previsioni indicano per la fine dell'anno poco più di 3.000 trapianti. Solo una persona su tre di quelle in attesa per un trapianto riusciranno a vincere la loro battaglia per la vita. Per gli altri o una lista d'attesa che non lascia speranze o sarà la fine. E' quindi importante continuare ad educare meglio alla socialità e a promuovere lo sviluppo di una coscienza sociale e l'assunzione di responsabilità nei confronti della salute altrui.

Vincenzo Passarelli
torna su