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Le difficoltà della rete e i silenzi delle Istituzioni.

Numero 2, luglio 2010
Secondo gli ultimi dati del Sistema informativo trapianti (S.I.T.) nei primi sei mesi di quest’anno si è verificato un calo del 9,3 per cento dei donatori utilizzati e del 13 per cento dei trapianti effettuati. Anche le opposizioni, che nello scorso anno erano intorno al 28 per cento, sono in lieve aumento (30 per cento).
Sono dati che destano preoccupazione in quanto è in gioco la perdita di possibilità di salvare pazienti in attesa. Attualmente sono quasi 9.000 le persone in lista di attesa per un trapianto e sappiamo che solo un terzo si salva la vita o migliora la qualità della vita ricorrendo al trapianto; il resto purtroppo o resta per anni in lista oppure muore.
Eppure negli ultimi anni le attività di trapianto nel nostro paese rappresentano un’eccellenza nell’ambito del sistema nazionale. L’Italia dopo la legge n. 91 del 1999 si è dotata di una organizzazione moderna che ha permesso di colmare ritardi e lacune, di incrementare le donazioni e i trapianti, di salvare migliaia di vite e di risalire nelle graduatorie europee fino a conquistare i primissimi posti.
Nonostante ciò sono state segnalate per tempo alle autorità preposte delle criticità importanti:
- la non omogeneità del sistema a livello nazionale, pur nel rispetto della autonomia e delle competenze delle Regioni, che porta al non superamento di particolarismi o procedure non standardizzate;
- la non strutturazione della rete dei coordinamenti dal livello nazionale a quelli interregionale e regionale. Un esempio: il Centro Nazionale Trapianti, non è riconosciuto come organo e non ha un’autonomia amministrativa;
- il mancato rafforzamento della figura del coordinatore ospedaliero, che spesso viene sacrificato alla logica dell’azienda e non della rete donazione- trapianto;
- la non attenzione alla formazione e al reclutamento dei componenti delle equipe chirurgiche (ricordiamo che le caratteristiche dell’attività prevedono l’operatività in emergenza, 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno);
- la mancanza di una campagna di informazione permanente e coordinata.
Purtroppo fino ad oggi quanto segnalato è stato ignorato, nonostante l’impegno preso dal Ministro Sacconi nel corso dei lavori del Convegno che si è tenuto a Roma il 27 e 28 ottobre 2009, per ricordare i primi dieci anni della rete trapiantologia.
In questi giorni poi si è appreso che la manovra in discussione al Senato, che prevede il taglio dei contratti a tempo nella pubblica Amministrazione, mette a rischio l’esistenza stessa del Centro Nazionale Trapianti.
A.I.D.O. vigilerà perché non venga colpito il diritto alla salute del cittadino e smantellato un sistema di eccellenza, e chiederà con forza il continuo miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia di tutte le strutture sanitarie che generano e partecipano all’erogazione di prestazioni assistenziali di grande rilevanza sociale, quali quelle dei trapianti di organo e tessuti, dove la domanda di salute continua a crescere in maniera costante.
Vincenzo Passarelli
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