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Trapianti da vivente: dopo 43 anni in Gazzetta il regolamento. Commissione terza e assenze sul lavoro giustificate.

Numero 3, settembre 2010
É stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 172 del 26 luglio 2010 il decreto del ministro della Salute 16 aprile 2010 n. 116 su «Regolamento per lo svolgimento delle attività di trapianto di organi da donatore vivente».
Nel nuovo Decreto ministeriale viene delineato il ruolo centrale della «Commissione terza», estranea cioè rispetto alla équipe trapiantologica, che ha il compito di vigilare sulla correttezza dell'intera procedura. Il pool di esperti - che saranno nominati dalla Asl sede del Centro trapianti o dal centro regionale di riferimento per i trapianti - dovrà verificare che i riceventi e i potenziali donatori abbiano agito secondo i princìpi del consenso informato, libero e consapevole; prevenire i rischi di commercializzazione di organi o di coercizione nella donazione.
L'Azienda sanitaria o il Centro regionale di riferimento per i trapianti può avvalersi, con un apposito accordo o convenzione, della collaborazione di una "Commissione terza" istituita presso un'altra azienda sanitaria della stessa Regione o di altra Regione.
Nei casi d'urgenza, per i quali è prevista un'assegnazione di organi da cadavere su priorità nazionale, il trapianto di organo o parte di organo da donatore vivente non è consentito. A effettuare gli interventi saranno i Centri già autorizzati al trapianto da donatore cadavere, previa acquisizione del parere della Regione territorialmente competente, che possono richiedere al ministero della Salute l'autorizzazione a svolgere attività di trapianto di rene da donatore vivente (o di parti di fegato) a condizione che rispondano a certi requisiti: aver effettuato nell'anno solare precedente un numero di trapianti di rene da donatore cadavere non inferiore a 30 (25 per le parti di fegato) e avere elevati standard di qualità verificati dal Centro nazionale trapianti.
Il decreto stabilisce inoltre che il candidato al trapianto e il potenziale donatore hanno diritto ad assentarsi dal lavoro con permessi retribuiti per l'effettuazione degli accertamenti e ricoveri certificati come necessari sia nella fase di pre-prelievo, sia del trapianto, sia nei casi di eventuali complicanze post-operatorie anche a distanza di tempo dal trapianto.
«Il candidato al trapianto e il potenziale donatore - si legge nel decreto - hanno diritto ad assentarsi dal lavoro con permessi retribuiti dal proprio datore di lavoro per l'effettuazione degli accertamenti e/o ricoveri certificati come necessari sia nella fase di pre-prelievo, sia del trapianto, sia nei casi di eventuali complicanze post-operatorie anche a distanza di tempo dal trapianto. Per poter usufruire dei permessi è necessario che gli accertamenti e/o ricoveri siano prescritti dal centro trapianti o dai servizi ad esso collegati ed eseguiti presso le strutture del Sistema sanitario nazionale o da esso accreditate».
Una normativa che finalmente, dopo 43 anni di attesa, equipara i donatori viventi di organi, rene e fegato, ai donatori di sangue e di midollo.
(Rossella Pietrangeli)
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