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Rene, un programma nazionale per casi di difficile trapiantabilità .

Numero 1, aprile 2011
La rete nazionale dei trapianti ha dato il via a febbraio al programma nazionale di trapianto di rene in pazienti di difficile trapiantabilità (iperimmunizzati). Si definiscono iperimmunizzati i pazienti che presentano una reattività anticorpale contro il pannello rappresentativo della popolazione di donatori (Pra) superiore all'ottanta per cento. Il trapianto per questi pazienti richiede o un'elevata compatibilità con il donatore o che il donatore non abbia gli antigeni verso cui i pazienti abbiano sviluppato anticorpi; questa è la ragione della loro permanenza in lista d'attesa per un lungo periodo di tempo, talvolta superiore ai dieci anni. Solo un grandissimo numero di organi disponibile in loco potrebbe dare loro speranza di riceverne uno compatibile. Tuttavia nel novanta per cento dei casi la specificità anticorpale è nota, ed è quindi possibile definire per ognuno di questi pazienti un elenco di antigeni che non devono essere presenti nel trapianto. Basandosi su questa assunzione il programma, messo a punto dal Centro nazionale trapianti con l'ausilio del Sistema informativo trapianti, prevede una valutazione informatica di compatibilità tra caratteristiche genetiche del donatore e del ricevente specifica per i pazienti iperimmunizzati. Con il programma viene introdotto un cross-match virtuale che potremmo definire informatico, ossia una valutazione di compatibilità tra le caratteristiche immuno-genetiche del donatore e quelle del ricevente, già presenti nelle liste d'attesa. Sulle base di questo riscontro, l'organo idoneo viene spedito e una volta arrivato sul posto viene fatto un cross-match biologico, con buona probabilità di negatività e di idoneità al trapianto. Nel programma sono inclusi dunque i pazienti in lunga attesa ( I0 anni) con Pra maggiore dell'ottanta per cento di cui è stata accertata la specificità degli anticorpi anti-Hla e i pazienti iperimunizzati pediatrici a specificità accertata. Il programma, fortemente voluto dal Centro nazionale trapianti, rappresenta un concreto passo in avanti nella risposta terapeutica offerta ai pazienti con problematiche immunologiche in attesa da molti anni. L'iniziativa prevede che i centri regionali o i centri interregionali di coordinamento di Milano-Policlinico (Area Nit), di Roma-Policlinico (area Ocst), di Bari-Policlinico (area Airt) operino una tipizzazione del donatore e che i dati relativi alla stessa vengano trasmessi in tempo reale a tutti i centri trapianto sul territorio nazionale. In questo modo i centri trapianto di tutta Italia possono effettuare un cross-match virtuale e verificare la compatibilità con i propri pazienti in attesa. Il programma. dal punto di vista gestionale, ne affianca aliti, nazionali, già esistenti, come il Programma pediatrico e il Programma per le urgenze. A oggi sono stati spediti 7 organi, di cui sei trapiantati. Nel corso della primo giorno di applicazione del programma la rete nazionale trapianti ha dato prova di coesione ed efficienza: un rene prelevato da donatore cadavere a Verona è stato trapiantato presso l'Ospedale Bambino Gesù di Roma, il secondo rene prelevato a Napoli è stato trapiantato a Bologna e il terzo rene prelevato a Trento è stato trapiantato a Modena. Per la prima volta, inoltre, gli organi sono stati trasportati sul treno "Frecciarossa" grazie alla disponibilità di Trenitalia Spa di Ferrovie dello Stato. Per la rete trapiantologica italiana l'attuazione del programma nazionale di trapianto di rene in pazienti di difficile trapiantabilità è stato un grande successo sia in termini di assistenza fornita al paziente che di gestione della rete stessa. Non possiamo, tuttavia, non ricordare che senza i donatori che avevano espresso in vita la volontà di donare o l'assenso delle famiglie dei pazienti alla donazione degli organi non sarebbe stato possibile curare questi pazienti, in lista d'attesa da molti anni.
Alessando Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti
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