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Donazione e interculturalità senza frontiere: il progetto della Sezione provinciale di Alessandria.

Numero 2, luglio 2011
L'importante presenza dei migranti nel nostro Paese, pone di fronte alla necessità di fare i conti con una realtà multietnica e multiculturale a più livelli se si vuole essere specchio fedele della società italiana tutta. In particolare ad essere chiamate in causa sono le associazioni che gravitano intorno al tema della solidarietà, avendo il dovere di informare e sensibilizzare i cittadini tutti, anche stranieri, rispetto a tematiche non certo facili come possono essere, ad esempio, donazione, prelievo e trapianto di organi. L'A.I.D.O. già nell'Assemblea Nazionale Intermedia del 2010 si era preposta tra gli obiettivi, quello di porre attenzione alla tematica della migrazione e trovare gli strumenti di volta in volta più idonei per il confronto con i nuovi cittadini.
Nella Provincia di Alessandria il proposito è divenuto un progetto: “Donazione e interculturalità senza frontiere”. Obiettivo, proprio quello di riuscire a sensibilizzare sul tema della donazione e del trapianto di organi e tessuti i cittadini stranieri che, di fronte al momento di estremo dolore quale la perdita di un congiunto, sono spesso portati a negare il permesso alla donazione in una situazione complicata dall'estraneità con il territorio in cui si trovano, di cui sconoscono leggi, regolamenti, tradizioni e, prima ancora, la lingua. La morte encefalica è un concetto non di semplice comprensione per i madrelingua, a maggior ragione può diventare un ostacolo insormontabile per chi è straniero.
Il progetto prevede l'articolazione in diverse fasi e la realizzazione di distinte iniziative: costruzione di reti e sinergie con le diverse comunità di cittadini stranieri presenti nel territorio alessandrino; realizzazione di corsi di formazione per mediatori culturali e di materiale informativo multilingua sulla morte encefalica e la donazione degli organi; predisposizione di una campagna di informazione destinata agli stranieri che affronti il tema sia dal punto di vista scientifico che religioso; organizzazione di un Convegno Interculturale che concluderà i lavori ad Alessandria il 25 ottobre con il titolo " L'universalità del dono - Dialogo tra religioni".
La formazione delle figure dei mediatori ha avuto un ruolo centrale: saranno esse ad affiancare gli operatori dei reparti di rianimazione nella formulazione della richiesta del consenso alla donazione in caso di morte encefalica. In più è ferma convinzione della squadra di realizzazione del progetto che sia fondamentale portare i nuovi italiani a concepire la solidarietà come nuovo valore sociale, arricchimento per la propria cultura e sentimento di condivisione propedeutico all'integrazione nella società.
Naturalmente il progetto ha visto il coinvolgimento di molti enti pubblici e privati operanti sul territorio alessandrino con stranieri e nei servizi di solidarietà sociale e di tutte le comunità di cittadini stranieri maggiormente presenti nella provincia (magrebina, cinese, albanese, rumena, slava e sud americana).
Inoltre, accanto e in maniera analoga a quanto realizzato negli anni scorsi sul tema della donazione e trapianto di organi, il progetto ha visto la sensibilizzazione nelle scuole medie e superiori sull'aspetto interculturale della tematica, attraverso incontri formativi e la diffusione dell'opuscolo realizzato con dodici domande in sette lingue diverse: italiana, rumena, cinese, spagnola, albanese, hindi e araba.
Il Convegno "L'universalità del dono - Dialogo tra religioni" avrà un enorme valore. Il diniego della donazione è spesso legato alla sfera religiosa, essendovi molte credenze radicate a proposito della possibilità che alcune religioni non siano favorevoli. Nessun Dio si fa portavoce di un messaggio che sia contro il sostegno del prossimo, per cui è molto importante per la popolazione tutta, non solo straniera, affrontare più approfonditamente il concetto di dono, dal punto di vista etico, morale e spirituale di alcune tra le più diffuse chiese del mondo, anche grazie all'intervento di antropologi ed etnopsichiatri.
La speranza è naturalmente quella che il numero di dinieghi alla donazione si riduca, consapevoli che non si azzereranno del tutto. Ma soprattutto è che il lavoro possa aiutare le persone a fare una scelta consapevole, responsabile, attenta e rispettosa della volontà del proprio congiunto.
Un bellissimo progetto, attento sotto diversi aspetti al tema della relazione tra donazione e trapianto e cittadini stranieri, che dovrebbe essere moltiplicato in tutte le altre aree geografiche del Paese e declinato in nuove forme e sperimentazioni.


Il dono, valore universale

Intervista alla dottoressa Claudia Repetto, psicologa - psicoterapeuta, borsista alla Cattolica di Milano, tra le ideatrici e realizzatrici del progetto.

Com'è nata l'idea per il progetto “Donazione e interculturalità senza frontiere”?

L'idea è nata in una particolare circostanza, aneddoto che io e la professoressa Graziella Giani raccontiamo spesso. Ci trovavamo nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Alessandria per uno dei nostri colloqui con il medico con cui siamo in grande affinità, sempre al nostro fianco quando andiamo a parlare con i ragazzi nelle scuole. Il medico, direttrice del reparto di rianimazione, era molto in apprensione quel giorno perché era in osservazione di morte celebrale una donna macedone e la sua preoccupazione era quella di riuscire a interagire con i familiari e a proporre loro la donazione, viste le difficoltà date dalla lingua e dalla cultura differenti. Nelle ore successive il problema si risolse positivamente, riuscendo a comunicare con loro e ottenendo un assenso alla donazione, ma divenne per noi l'occasione per riflettere sulla necessità di lavorare proprio sull'aspetto della comunicazione con i cittadini stranieri. Accanto alla sensibilizzazione delle persone di cittadinanza italiana, soprattutto sui giovani, come abbiamo sempre fatto, nasceva un'esigenza, visto anche il numero consistente e continuamente in crescita di cittadini stranieri presenti sul territorio, di pensare a riuscire a comunicare anche loro. E' stato così che è nata l'idea del progetto.

Qual'é stato l'iter di realizzazione?

Il primo passo più urgente ci è sembrato quello di lavorare alla formazione dei mediatori culturali sui temi della donazione e del trapianto di organi e tessuti, sia dal punto di vista scientifico che culturale, in modo tale che potessero fare da tramite proprio in queste delicate occasioni. Abbiamo realizzato un corso di nove ore con mediatori di tutte le nazionalità, occupati già nel settore sanitario e non, che affiancheranno gli operatori del reparto di rianimazione, che a sua volta ne ha acquisito i contatti, qualora ce ne sarà bisogno. Inoltre i mediatori ci faranno da tramite nell'organizzazione di incontri locali con le comunità, appuntamenti in programma nei prossimi mesi.

Si può già fare una stima delle riduzioni di dinieghi alla donazione per quanto riguarda i cittadini stranieri?

E' ancora presto per dei dati perché il fenomeno non è osservabile in così breve tempo, però bisogna dire che negli ultimi anni la città di Alessandria, grazie ad A.I.D.O. ma non solo, è diventata una delle punte di diamante del Piemonte e dell'Italia stessa. Pochissimi dinieghi rispetto a molte altre regioni e questo anche grazie all'intervento che A.I.D.O. fa costantemente sul territorio, a cominciare dalle scuole, luogo che ha poi una grande ricaduta di diffusione in tutta la popolazione. Ciò che si fa è semplicemente raccontare cosa succede e cercare di far riflettere su un tema che in altre sedi non è così facile riuscire a conoscere e capire. Quindi, pur non riuscendo ancora a fare una stima degli effetti del progetto sul numero di dinieghi, pensiamo che saranno sicuramente positivi, soprattutto nell'ottica che i cittadini stranieri in Italia sono in costante crescita e quindi i casi in cui sarà necessario il supporto di mediatori culturali saranno via via più frequenti.

Chi ha sostenuto il progetto?

La Asl, l'Azienda Ospedaliera che ha contributo con la partecipazione dei medici quali docenti nei corsi di formazione, la Provincia e il Comune di Alessandria, che hanno mandato i loro mediatori culturali, l'Istituto per la Cooperazione allo Sviluppo, che è stato anch'esso un bacino per la ricerca dei mediatori culturali e ci ha supportato nelle questioni burocratiche e il Centro Servizi per il Volontariato, ente che ha emanato il bando del progetto.

Avete realizzato anche un opuscolo divulgativo tradotto in sette lingue. Qual'é stato il criterio di scelte delle lingue da inserire?

Abbiamo valutato sul territorio alessandrino quali fossero le etnie più rappresentate e abbiamo scelto così le sette lingue, purtroppo guidati da vincoli economici. Avremmo voluto farlo anche in lingua francese e inglese, dato che sono molto parlate da comunità soprattutto africane, ma il budget economico era limitato e abbiamo dovuto fare una selezione.

Il progetto si chiuderà il 25 ottobre con il convegno "L'universalità del dono - Dialogo tra religioni"?

Sì, il Convegno sarà il gran finale del progetto. Pensiamo che l'aspetto religioso del tema sia molto importante. Non è inusuale che nelle classi ci venga detto “sicuramente la mia religione non sarà favorevole” e per molte popolazioni straniere la religione conta moltissimo, più di quanto non conti per gli italiani. In realtà è vero il contrario e ci sembra importante dare un segnale in tal senso: tutte le religioni o sono favorevoli o lasciano la massima libertà sul tema della donazione. Nessuna religione è esplicitamente contraria. Tra i relatori del convegno ci saranno tre esponenti delle principali tre religioni monoteistiche rappresentate in Italia, ovvero la religione cattolica, ebraica e musulmana, e avremo in sala anche i rappresentanti delle minoranze. Il titolo che abbiamo scelto “L'universalità del dono” sottolinea proprio come da diversi punti di vista, affrontato da differenti confessioni religiose, in realtà il dono è valutato in maniera molto positiva e incentivato in tutte le religioni. Un messaggio che ci sembra fondamentale divulgare tutti.
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