« indietro

Tanto vale vivere al meglio finché dura …

Numero 3, settembre 2011
Perché viviamo dal momento che siamo tutti destinati a morire?
È il giorno di ognissanti, vigilia della festa dei morti.
Camilla si chiede a cosa serva vivere, visto che finiamo tutti per morire?
- Dimmi papa, che cos’è esattamente la festa di Ognissanti?
- Come dice il nome stesso, è una festa religiosa, quella di tutti i santi.
- Perché si mettono dei fiori nei cimiteri? Non sono tutti santi quelli che stanno lì.
- Certo! Ma esiste anche una festa più antica, anteriore al cristianesimo, la festa dei morti, che si celebra il giorno dopo, e le due si confondono.
- Posso capire che si festeggino i santi, mai morti, è strano!
- E perché mai? La morte fa parte della vita, no?
- Non lo so, direi piuttosto che la morte sia la fine della vita.
- Sai, se si festeggiano i morti in questo periodo, il motivo è semplice: entriamo nel periodo più cupo dell’anno, dove non cresce niente, ma grazie a questo ci sarà la primavera e poi l’estate. Sono i cicli della natura.
- Lo capisco per le piante, perché ricrescono, ma i morti non tornano a vivere.
- In molte culture si crede che si torni, in una forma piuttosto che in un’altra, umana, animale o persino vegetale.
- Sì ma questo in Oriente, mentre in Europa non si pensa tanto a questo genere di cose.
- Invece sì, per esempio il cristianesimo afferma che alla fine dei tempi ci sarà la resurrezione dei corpi, ed è per questo che si seppelliscono i morti, invece di cremarli.
- Io non credo a tutto questo. E certe volte mi dico anche che non vale la pena vivere visto che alla fine comunque si muore.
- Che allegria. E comunque puoi approfittare della vita mentre sei qua.
- Dall’anno scorso, quando quella ragazza della nostra classe é morta in un incidente stradale, non riesco a fare a meno di pensarci e ciò mi rende triste.
- Va bene, ma dopo pensi ad altro e sei meno triste.
- Sì ma non pensi che la vita è assurda visto che dobbiamo tutti morire?
- E dimmi, quando vai al cinema ti godi meno il film sapendo che finirà dopo poco e che dovrai uscire?
- Non é la stessa cosa: durante il film si pensa solo al film, tranne quando é noioso. In quel caso si guarda l’orologio e si spera che finisca presto.
- Guarda un po’, non potrebbe essere che pensi alla morte quando la tua vita è meno interessante?
- Non sempre. L’altra volta è perché abbiamo riparlato della nostra amica che è morta. Ho detto agli altri che potevamo morire in qualsiasi momento, anche quel giorno stesso. E Agata mi ha detto: “Allora non vale la pena fare i compiti e andare a scuola!”
- Si, ma visto che non sai cosa succederà tanto vale cercare di vivere il meglio possibile fintanto che dura.
- Io le ho risposto che non viviamo solo per noi stessi, che si vive insieme agli altri e che in questo modo non si muore mai.
- È una bella riflessione. Non vale nel caso in cui l’umanità sparisse tutta d’un colpo, per una guerra o una epidemia.
- Adesso sei tu quello poco allegro! Hai spesso idee come questa?
Oscar Brenifier (L’Unità, 7 giugno 2011)
torna su