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Il mio ricordo di Emilio Lauro.

Numero 1, aprile 2012
Ho ricordato in più occasioni Emilio Lauro: uomo di poche, sagge parole e di grande generosità ed umanità, sempre incline, sia nella vita privata che professionale, ad una partecipazione profonda e sentita al dolore degli altri. Lo ricordano per questo gli ammalati di Rianimazione quando in questo reparto dedicava la sua opera, gli amici e i suoi familiari in mille altre circostanze.

Della sua attività ospedaliera in qualità di valente anestesista-rianimatore molte sarebbero le situazione di operatività che meriterebbero essere ricordate. Ho citato spesso, dentro e fuori del Trentino, il Suo ruolo nel prelievo di organi a scopo di trapianto terapeutico presso l’Ospedale S. Chiara ma ritengo ancora doveroso ed opportuno, a sei mesi dalla Sua scomparsa, proporre un ricordo pubblico di un significativo aspetto del Suo operare in questo campo.

La fondazione dell’A.I.D.O. in provincia di Trento (1973) è da ascrivere storicamente al Servizio di Emodialisi e alla Divisione di Nefrologia e Dialisi, reparti proposti e realizzati dagli Urologi trentini nei primi anni ’70 e diretti, dopo Vittorio Frizzi, dall’urologo che estende queste righe (1972 - 1975). Anche il primo prelievo di organi - il rene - è patrimonio dell’Urologia e fu eseguito, per la prima volta in Regione (1981), dopo l’autorizzazione ministeriale dell’Equipe urologica trentina, con l’essenziale collaborazione del Servizio di Anestesia e Rianimazione diretto da Luciano Zeni.

Il primo prelievo multi-organo della Regione (1986), procedura clinico-organizzativa più complessa, fu anch’essa opera congiunta di Urologi e Rianimatori: la collaborazione fu in questo caso più intensa e interessò numerosi reparti e servizi interni (Direzione Sanitaria, Neurologia, Medicina legale, Laboratorio, Anatomia Patologica…) ed istituzioni esterne (Procura della Repubblica, Arma dei Carabinieri, Polizia Stradale, Servizio Elicotteri, Servizi aero-portuali nazionali ed esteri…).

Emilio Lauro in quella occasione intuì che i nostri due reparti ed il complesso ospedaliero erano pronti per quell’impresa, fino ad allora inedita, che sarebbe stata realizzata da equipe chirurgiche interne ed esterne al S. Chiara (prelievo contemporaneo di rene, cornee, cuore, fegato e polmoni). Mi espresse perciò la volontà, determinata ed entusiasta, di procedere, ma incontrò riflessioni e perplessità, forse meno determinate ma comunque ben avvertite, di chi scrive, che avrebbe voluto attendere una successiva e più favorevole occasione. Ero in errore.

Emilio, coordinatore provinciale del Nord Italia Transplant e succeduto a Luciano Zeni come primario del reparto di Anestesia e Rianimazione, aveva ragione: era giunta l’ora di agire. Mi convinsi, infine, perché mi avvidi, che grazie al Suo entusiasmo, tutte le difficoltà venivano rapidamente e progressivamente superate. Il resto è probabilmente noto.

Da quei primi passi nacque una proficua attività che, iniziata su base assolutamente volontaria ma divenuta in seguito obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale, proseguì con la collaborazione di Mario Passerelli, Edoardo Geat, Manfred Pfaender (Rovereto), i loro Collaboratori e il sostegno del coordinatore dei trapianti Maurizio Ragagni. L’influenza fu positiva sulla donazione di organi, eccellenza della Sanità trentina fra le regioni italiane nel 2009 (Corriere della Sera, 4 aprile 2010): con una punta di orgoglio di chi visse allora e ancora rivive, oggi sentimentalmente e da lontano, quelle esperienze. La china clinica ed organizzativa del prelievo, così fortemente sollecitato da Emilio Lauro, fu da allora meno erta.

Ancora una data: il primo maggio (!) 1989 ebbe luogo un prelievo multiplo di organi grazie alla convergenza operativa di istituzioni nazionali ed estere (Francia, Germania, Inghilterra, Italia): che fosse una dizione congrua non saprei, ma quel prelievo sulla stampa e sui mezzi radiotelevisivi nazionali fu definito “Europrelievo”. La soddisfazione fu grande: seguirono, dentro e fuori dell’Italia, altrettanti trapianti che poterono a ragione definirsi “Eurotrapianti” ante litteram!

Lucio Luciani, Ex Primario della Divisione di Urologia dell’Ospedale S. Chiara di Trento e Consigliere Nazionale A.I.D.O.
Fonte: “Trentino”, Corriere delle Alpi/Alto Adige, 30 marzo 2011
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