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40 anni di A.I.D.O.

Numero 1, marzo 2013
Il 26 febbraio 2013 sono passati quarant’anni dalla costituzione a Bergamo dell’Associazione, fortemente voluta da Giorgio Brumat e nata di fronte ad un bisogno della società civile che le Istituzioni non erano, e non sono ancora pienamente in grado di soddisfare: reperire gli organi necessari a tutte le persone che ne hanno necessità per poter vivere o per fare una vita degna di essere vissuta.
Quarant’ anni in cui i volontari hanno fatto corretta informazione, stimolato riflessioni, raccolto adesioni, informatizzato i dati relativi alle dichiarazioni di volontà, coinvolto strutture mediche e scolastiche.
Come tutte le creature che crescono, quarant’ anni di vita hanno segnato successi, lotte, ma anche fisiologiche "crisi d'identità". Passaggi obbligati che hanno visto cambiare, certamente, ma anche rafforzare il nostro ruolo. La legge 91 del 1999 ha riconosciuto all’A.I.D.O. il ruolo di coautore per iniziative delle Istituzioni volte alla promozione della donazione e all’educazione sanitaria.
L'impegno sociale, disinteressato e assolutamente gratuito, che i volontari da sempre offrono e sempre hanno offerto, rimane il nostro punto di forza: un'associazione che parla per i malati, portavoce di esigenze e bisogni altrui, ma anche riferimento della società civile su argomenti così delicati. A.I.D.O. promuove nelle sue attività anche la prevenzione di gravi patologie per contribuire alla crescita non più solo emotiva, come avveniva quarant’anni fa, ma anche sociale del Paese.
Una crescita di cui la società ci è grata: siamo l'unica nazione ad avere una associazione di volontariato, non costituita da malati in attesa di trapianto, che promuove la donazione di organi, tessuti e cellule e che ha una capillare attività informativa sul territorio.
Un punto di forza dal quale ripartire per i prossimi quarant’anni in modo da permettere a tutti, indipendentemente dalla situazione economica, di usufruire dei benefici della scienza medica.

Vincenzo Passarelli
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