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Il valore della donazione - David Wagner

Numero 4, dicembre 2014
“E così alla fine è successo.
Ho ricevuto il fegato di un’altra persona,
di un morto o di una morta.
L’ho ricevuto in regalo.
E’ stato reciso al corpo di lui o di lei
e impiantato in me, al posto del mio.
Fatico io stesso a crederci.
Poteva, lo so bene,
anche andare diversamente.
Avrei potuto essere io a morire dissanguato
la notte della composta di mele, in bagno,
accasciato sulla vasca, o in ambulanza, lungo il tragitto in
ospedale, il medico teneva già in mano il mio tesserino di
organi. Da qualche parte altre persone sarebbero state felici,
avrebbero continuato a vivere e non sarebbero morte in lista di
attesa, i loro telefoni avrebbero squillato quella notte e una
voce avrebbe detto: abbiamo un polmone, un rene, un cuore
per lei. Solo il mio fegato non sarebbe servito a nessuno”.

David Wagner, scrittore e giornalista
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