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Traffico d'organi:
il Senato approva il ddl che introduce il reato penale

Numero 1, marzo 2015
L’Assemblea di Palazzo Madama, il 4 marzo scorso, ha approvato, con 212 voti favorevoli e 1 contrario, il disegno di legge n. 922, “Modifiche al codice penale e alla legge 1° aprile 1999, n. 91, in materia di traffico di organi destinati al trapianto e alla legge 26 giugno 1967, n. 458, in materia di trapianto del rene tra persone viventi”. Il provvedimento passa ora all’esame di Montecitorio.

Il disegno di legge, presentato a prima firma da Maurizio Romani, si compone di soli quattro articoli.

L’ articolo 1 introduce nel codice penale un nuovo reato volto ad incriminare la condotta di traffico di organi prelevati da persona vivente. Il nuovo articolo 601-bis delinea un delitto comune che è contraddistinto dall’attività illecita compiuta da chi commercia, vende, acquista o procura organi o parti di organi. Il delitto è punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 50.000 ad euro 300.000. L’elemento qualificante del nuovo delitto è il fatto che l’organo o la parte
di organo prelevato provenga da persona vivente, il che, oltre a denotare il particolare allarme sociale delle azioni punite, al contempo serve a distinguere e qualificare l’impianto sanzionatorio rispetto alla disciplina già prevista dalle norme penali speciali della legge 1° aprile 1999, n. 91. Tornando all’articolo 601-bis di nuova formulazione, il secondo periodo prevede la condanna all’interdizione perpetua, qualora il fatto sia commesso da persona che esercita una professione sanitaria. Il secondo comma dell’articolo 601-bis, inoltre, punisce con la reclusione da tre a sette
anni, chiunque organizza o propaganda viaggi ovvero pubblicizza e diffonde annunci finalizzati al traffico di organi o parte di organi.

L’articolo 2 introduce, invece, modifiche all’articolo 416 del codice penale concernente il reato di associazione per delinquere. In particolar modo, al sesto comma dell’articolo 416 viene introdotto il riferimento al nuovo articolo 601-bis nell’elenco dei reati per i quali si applica l’aggravante che prevede la reclusione da cinque a quindici anni e da quattro a nove anni a seconda che si tratti dell’attività di promozione, costituzione o organizzazione dell’associazione criminosa, oppure che vi si prenda semplicemente parte.

L’articolo 3 si occupa di coordinare l’introduzione della nuova disciplina con l’articolo 22-bis della legge n. 91 del 1999.

L’articolo 4 si limita a svolgere un ulteriore coordinamento con la legge 26 giugno 1967, n. 458, in materia di trapianto del rene tra persone viventi. Per evitare ogni ambiguità interpretativa e il possibile concorso apparente di norme, l’articolo 7 della legge in questione è stato abrogato.

Nadia Pietrangeli
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