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AIDO fonte di speranza per chi soffre

Numero 1, ottobre 2017

Sono convinta delle grandi potenzialità del nostro giornale associativo “L’Arcobaleno” che è lo strumento fondamentale di dialogo con i soci dell’AIDO e con la comunità civile. Ragione questa che mi impone di scusarmi per le mancate pubblicazioni di marzo e di giugno, dovute a difficoltà interne e a qualche complicazione burocratica legata al cambio della Direzione responsabile del giornale stesso. Non avevamo messo in preventivo le dimissioni del precedente Direttore responsabile, la dott. ssa Loretta Cavaricci, che ringrazio per quanto ha fatto, negli anni della sua direzione, a favore dell’Arcobaleno.

Ora siamo di nuovo in cammino e mi auguro che i lettori possano apprezzare la decisione del Consiglio Nazionale, concretizzata dalla Giunta di Presidenza, di puntare sulla maggior diffusione possibile del giornale associativo per farne sempre più organo di informazione e formazione delle coscienze della comunità e orientarle alla scelta per la donazione. A dimostrazione di una seria assunzione di responsabilità a me spetta ora il compito di Direttore editoriale,mentre il Vice Presidente Vicario Nazionale Leonio Callioni è il nuovo Direttore responsabile.

In questo orizzonte di impegno per la diffusione del giornaleecco il sostegno alla campagna “Una scelta in Comune”, attivamente sostenuta dal ministro della Salute,on. Beatrice Lorenzin - che ci onora della sua lettera di incoraggiamento pubblicata nella prima pagina di questo numero del giornale -, oltre che dal Centro Nazionale Trapianti diretto dal dott. Alessandro Nanni Costa, e dal presidente dell’ANCI nazionale, dott. Antonio Decaro, sindaco di Bari.

I dati dimostrano che la donazione e il trapianto di organi, tessuti e cellule, stanno vivendo una stagione di eccezionale positività. A mio avviso noi dobbiamo assolutamente evitare di adagiarci sugli allori ma, al contrario, approfittare di questo vento favorevole per fare un importante salto di qualità.

Per la prima volta da sempre la lista d’attesa sta diminuendo nei suoi numeri, seppur di poco. E’ un dato incoraggiante. Non sarà forse mai possibile azzerarla perché in presenza di una maggiore disponibilità di organi, tessuti e cellule si amplieranno sicuramente i margini per entrarci. Ma entrare in lista d’attesa vuol dire aprire la porta alla speranza, cosa che per molti ancora oggi non è possibile.

Non lasceremo nulla di intentato affinché la risposta di civiltà che ha le radici nella solidarietà sia sempre più vasta e concreta. Avremo delle fatiche da affrontare? Sicuramente sì.

Ma non ci spaventano. Sappiamo di avere, di fronte alla comunità, una grande responsabilità perché l’Italia si aspetta da noi una incisiva azione di diffusione della cultura della donazione.

Sappiamo di essere chiamati a crescere prima noi tutti dell’AIDO, a qualsiasi livello associativo, per servire meglio uno stupendo progetto etico, morale e civile.

Siamo su questa strada da anni e su questo percorso continueremo anche nel futuro.

FLAVIA PETRIN, Presidente Aido Nazionale

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