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L’Arcobaleno: un cammino in difesa della speranza

Numero 2, dicembre 2017

La straordinaria avventura de L’Arcobaleno è iniziata venti anni fa e ha attraversato molta parte della storia dell’AIDO. Alla sua pubblicazione si sono dedicate molte persone, dirigenti a ogni livello, soci di ogni parte d’Italia e semplici amici dell’Associazione, che hanno voluto dare il loro contributo alla diffusione di quella speciale forma culturale che è il sostegno al dono ai fini di trapianto.

Per quanto abbia attraversato epoche diverse, a volte travagliate, a volte più felici, il giornale non ha mai perso la sua originale vocazione di anello di congiunzione fra i diversi livelli dell’Associazione: dai Gruppi  alle Sezioni, da queste ai Consigli regionali, per arrivare al Consiglio nazionale con la Giunta di Presidenza.

L’AIDO è oggi un’Associazione di primaria importanza in Italia, riconosciuta e rispettata dalle istituzioni e dagli enti. Abbiamo quindi ricevuto un patrimonio che non va né custodito né messo in cassaforte ma fatto fruttare. Non siamo in campo per vivere di rendita o per dirci che siamo stati bravi e adesso tocca ad altri, per esempio ai Comuni. La cultura della donazione si diffonde e si tutela con la cura, come una pianta preziosa e delicata. Il giornale che la Giunta di Presidenza prima e il Consiglio Nazionale poi, con la ratifica, mi hanno chiesto di servire nel compito di direttore responsabile, a fianco della Presidente Flavia Petrin quale direttore editoriale in rappresentanza dell’Associazione, è quindi, per me, un gioiello prezioso che dà le risorse per diffondere gli ideali dell’AIDO. Questo sarà possibile se continueremo ad amare L’Arcobaleno come “cosa e casa di tutti”. Dalle indicazioni generali e nazionali, il giornale continuerà infatti a raccogliere fatti, opinioni e riflessioni, per raccontare la storia della società italiana, nel settore della solidarietà e dell’impegno sanitario, da parte dei protagonisti nel campo della ricerca e della medicina dei trapianti, così come da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Gli articoli e le notizie più generali dovranno però continuare a rappresentare quel patrimonio di conoscenze che ci ispira nelle attività locali. Ciò rende tutto importante: anche quello che avviene nel più piccolo Gruppo di un rione cittadino o di un Comune minore della nostra meravigliosa nazione. Non voglio dire che riusciremo a pubblicare tutto, ma che il criterio è unico.

Quando saranno articoli e notizie che abbiano un significato per la donazione, per la scienza medica, per l’orientamento delle istituzioni, avranno spazio sul giornale. Così avranno spazio sul giornale tutte le iniziative, le fatiche, le indicazioni che verranno dal territorio, dai gruppi, dalle Sezioni e dalle Regioni e che abbiano un senso nella condivisione con l’AIDO in tutta Italia. La Giunta di Presidenza e il Consiglio nazionale hanno affidato il compito di coordinamento ad una Redazione, che lavorerà in stretta collaborazione per rendere possibile il cammino su questo sentiero, con questo orizzonte. Se sarà un successo, i meriti saranno di tutti. Così come se mancheremo agli obiettivi che ci siamo dati, le responsabilità saranno ugualmente di tutti. Penso che questa si possa definire “condivisione”.

Leonio Callioni, Vice Presidente Vicario AIDO Nazionale

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