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Assieme per diffondere la cultura della donazione.

Numero 1, marzo 2001
Permettere ai cittadini di esprime la propria volontà con semplicità, attraverso il parere riportato sugli appositi tesserini distribuiti l'anno scorso in occasione dei referendum, o direttamente presso gli sportelli dedicati delle A.S.L., ha favorito, nel 2000, l'aumento delle donazione e dei trapianti. L'Italia con 15,2 donatori per milione di abitanti è quasi riuscita a mettersi in linea con la media dei valori stimati a livello europeo, per lo più compresi tra 15,5 e 16 donatori per milione.
Nonostante ciò, però, rimane notevole la differenza tra il Nord, dove il numero dei donatori è sicuramente maggiore, il Centro e il Sud.
Eppure le strutture ci sono e per legge tutte le operazioni riguardanti la donazione di organi avvengono seguendo regole e controlli molto rigorosi. Questo per garantire la sicurezza sia di chi si offre come donatore per i casi di trapianto da vivente come per fegato e rene, sia del ricevente. Leggi e procedure rigorosissime che servono inoltre a fugare le paure, umanamente comprensibili ma scientificamente irrazionali, che il potenziale donatore possa essere ancora vivo.
Fondamentale, quindi, è informare e sensibilizzare l'opinione pubblica.
Scopo principe, questo, di un'occasione come la "Giornata nazionale per la donazione degli organi", organizzata da Istituzioni quali il Ministero della Sanità, le Regioni, il Centro Nazionale Trapianti, i Centri Trapianti Regionali ed Interregionali e le Associazioni dei malati di tutta Italia.
Proprio ad associazioni di volontariato come l'A.I.D.O. va il mio riconoscimento per l'opera sin qui svolta e l'invito a continuare a perseguire l'intento di garantire al Paese il soddisfacimento di tutte le richieste di organi da parte di tutte quelle persone che soffrono la cui unica soluzione sta nel trapianto.
Non posso che offrire , pertanto la massima collaborazione affinché aumenti oltre al numero dei donatori volontari, l'indice dei trapianti effettuati. Fondamentale, quindi, è lavorare assieme per diffondere la cultura della donazione, principio essenziale, questo, di una società evoluta.
E poi, come ho già avuto modo di dire in un'altra occasione, sono convinto che il gene della solidarietà faccia parte del DNA degli italiani. Non credo pertanto che la carenza di organi sia legata a scarsa generosità da parte dei cittadini. Può, piuttosto essere frutto di paure e pregiudizi che come uomo di scienza, prima ancora che come Ministro, posso definire assolutamente prive di fondamento. Agli italiani, quindi dico "donate senza timore".

prof. Umberto Veronesi, Ministro della Sanità
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