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L’educazione della ragione

Numero 2, luglio 2008
Le donazioni nel 2008 non aumentano. Questo dicono i dati sull’attività italiana. Attualmente la terapia del trapianto non è un diritto per tutti. La lista di attesa è superiore a 9.500 pazienti e le previsioni per il 2008 sono di 3.000 trapianti. Solo una persona su tre di quelle in attesa riuscirà a vincere la sua battaglia per la vita. Per gli altri o una lista d’attesa che non lascia speranze o sarà la fine.
Cosa fare? Educare meglio alla socialità e continuare a promuovere lo sviluppo di una coscienza sociale e l’assunzione di responsabilità nei confronti della salute altrui.
C’è bisogno pertanto che i processi di informazione relativi alla problematica delle donazione degli organi assumano le vesti di “una comunicazione educativa” perché finalizzati a svolgere ed ampliare i rapporti interpersonali fra i singoli proprio per stimolare e diffondere la consapevolezza di determinati problemi etico - sociali. Si tratta più precisamente di un’informazione che non vuole “manipolare”, e che invece vuole favorire la comprensione e il dialogo non fini a se stessi, ma come strumenti di scelte consapevoli e responsabili.
Dopo 35 anni A.I.D.O. deve pensare a costruire una cultura nuova in tema di donazione e occorre puntare su un grande investimento pedagogico che sia in grado di educare al dono di sé all’alterità e che presupponga un rispetto delle differenze e un’educazione alla differenze. Una società che ama utilizzare il termine solidarietà non può non considerare infatti che esiste innanzitutto il diritto alla diversità, soprattutto se il suo scopo consiste effettivamente nel liberare l’uomo dalla solitudine e renderlo solidale. La solidarietà perché sia effettivamente tale, presuppone la condivisone dei problemi, un nuovo senso di responsabilità che scaturisce dall’ascolto dell’altro attraverso l’ascolto di sé.
E’ certamente un campo nuovo per noi quello della progettazione pedagogica finalizzata alla promozione di interventi formativi sul trapianto e sulla donazione degli organi. Ma è la strada da percorrere.
Lo slogan della XII Assemblea Nazionale “La donazione degli organi e dei tessuti: dall’etica dei sentimenti all’etica della responsabilità” va in questa direzione.
E’ importante l’educazione del cuore, ma oggi è molto più importante l’educazione della ragione.
Ci piacerebbe che A.I.D.O. oltre ad essere un’associazione aperta e partecipata , fosse anche “colta”.
Colta perché studia questo fenomeno che caratterizza la società italiana; colta perché sa capire e ascoltare la gente; colta perché aperta di testa e di cuore; colta perché cerca, conoscendo a fondo la realtà della donazione e del trapianto, di anticipare i fenomeni e di governarli, anziché trovarsi alla loro rincorsa affannosa.

Vincenzo Passarelli
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