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2012: l’anno della svolta.

Numero 4, dicembre 2011
L’anno che si sta chiudendo ha registrato dei fatti positivi che se non altro sembrano denotare una maggiore e migliore volontà politica, da parte delle Istituzioni, per la diffusione della pratica dei trapianti. Non sto qui a riportarli (basta consultare le copie dell’Arcobaleno e le news del sito associativo), perché non è questo lo scopo di queste righe. Ciò che mi preme sottolineare è il ruolo, l’autorevolezza e la credibilità che sono riconosciuti alla nostra associazione. Tutto ciò è anzitutto motivo di soddisfazione perché viene a riconoscere quanto l’Associazione ha fatto in questi anni e come sia stata pagante la linea costruttiva, pur nella critica, che A.I.D.O. ha perseguito. Dobbiamo constatare e prendere atto che A.I.D.O., è riconosciuta come rappresentante della gente comune per quanto concerne il dono degli organi ed i trapianti, e punto di riferimento per informazioni e notizie da parte di cittadini, stampa e media.

Paradossalmente però tale ruolo e notorietà, oltre che motivo di soddisfazione, sono anche ragione di riflessione e preoccupazione. Ci fanno riflettere su cosa avremmo potuto essere e non siamo ancora. Ci preoccupano perché di fronte a quanto gli altri si aspettano da noi, dobbiamo far sì che le attese non vengano deluse. E ciò non per la figura o la gloria dell’associazione: A.I.D.O. infatti esiste solo come strumento e non come fine. Questo perché ora più di prima dovremmo essere in grado di agire e di presentarci con i risultati. É per questo che, probabilmente, più che una pagina, con il 2011 si conclude una parte della nostra storia, e ne deve iniziare un’altra. Non si può non sottolineare al riguardo come l’assemblea del prossimo anno ci dà l’opportunità di ripensare al nostro modo di essere e al nostro modo di operare. Occorre però che l’assemblea sia veramente vissuta in tutte le sue fasi. L’assemblea nazionale infatti è solo il momento solenne e conclusivo di un processo che inizia con le assemblee di Gruppo e si sviluppa attraverso quelle Provinciali e Regionali.

La nostra maturità, il nostro cambiamento nella continuità, si misureranno proprio dal modo con il quale le assemblee, ai vari livelli avranno avuto luogo. Esse non potranno essere un momento burocratico, un’incombenza cui non ci si può sottrarre. Dovranno invece diventare il luogo della riflessione, della valutazione, dell’assunzione di impegno. Dobbiamo metterci tutti in discussione per consentire il necessario rinnovamento e studiare il modo più efficace per svolgere la nostra azione. Più progettualità e obiettivi precisi. Per questo è essenziale che le assemblee fra l’altro, scelgano e indichino, in relazione alle diverse cariche associative persone che vogliano e sappiano agire per l’effettivo perseguimento degli scopi associativi. Dovranno essere persone preparate e disponibili, attori ma non protagonisti, servitori e non padroni, consci di essere una parte dell’associazione, non l’associazione, quindi pronti alla collaborazione spassionata e contrari alla polemica, soprattutto personale.

Spetterà a tutti noi renderci degni del rispetto e della considerazione degli altri, ma soprattutto essere gli artefici di una sempre maggiore e diffusa coscienza dell’obbligo morale che incombe su ciascuno di noi di essere disponibile al dono di organi. Con queste riflessioni, che sono certo troveranno condivisione, penso che il 2011 possa essere archiviato come anno che ci ha rafforzato nel nostro impegno e che ci spinge a essere sempre più presenti, attivi e concreti. É questo l’augurio che faccio a tutti noi per il prossimo 2012.

Vincenzo Passarelli
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