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Una catena virtuosa

Numero 2, giugno 2015
Il trapianto cross-over avviene normalmente quando è possibile incrociare due coppie di donatore/ricevente compatibili che sono iscritte nel registro unico nazionale. La creazione di una catena di trapianti cross-over è un evento del tutto straordinario che può accadere quando si ha una donazione da vivente da donatore samaritano. Per donatore “samaritano” si intende un donatore vivente di rene che offre l’organo alla collettività e non ad uno specifico ricevente senza alcun tipo di remunerazione o contraccambio.

La donazione samaritana permette di offrire al ricevente di una coppia idonea alla donazione da vivente, ma incompatibile con il proprio donatore, di ricevere l’organo. Il donatore della coppia, in quanto inserito nel programma di donazione da vivente in modalità cross-over, può donare al ricevente-compatibile di una seconda coppia e così fino a che ogni donatore delle coppie coinvolte abbia donato. La catena si conclude con il trapianto di un ricevente iscritto nella lista della donazione da cadavere.

La prima catena di trapianti incrociati di rene da vivente in modalità cross-over, in Italia, è stata eseguita nel mese di aprile consentendo di donare e trapiantare sei pazienti. La catena-cross over è stata possibile grazie al primo donatore samaritano che ha “innescato” questo effetto domino che ha permesso a 5 coppie di donare e ricevere un rene. La catena si è conclusa con il trapianto di un paziente iscritto nella lista d’attesa da cadavere.

Questo caso è di particolare rilevanza perché grazie alla donazione da vivente crossover è stato possibile incrociare in successione tutti i donatori e i riceventi delle coppie – idonei al trapianto da vivente ma incompatibili tra di loro a livello immunologico o per gruppo sanguigno – creando una catena di donazioni e di trapianti. Il primo anello di questa catena è stato un donatore da vivente samaritano, un singolo donatore che, senza alcun legame affettivo con i riceventi, ha deciso di donare un proprio rene a scopo di trapianto per salvare la vita di un paziente. Un gesto altruistico che in Italia è ammesso solo per il rene, e segue gli indirizzi espressi dal Comitato Nazionale di Bioetica del 23 aprile 2010 e dal Consiglio Superiore di Sanità del 4 maggio 2010, nel rispetto della legge n. 458/67 e del suo regolamento attuativo n. 116 del 16 aprile 2010.

Il donatore samaritano è stato inserito in un programma di carattere nazionale gestito dal Centro Nazionale Trapianti che prevede un iter specifico e scrupoloso per la valutazione clinica del donatore, la valutazione psicologico/psichiatrica e una valutazione di parte terza che, per la donazione samaritana, viene compiuta da una commissione nazionale. Superate queste tre fasi il donatore samaritano è stato considerato idoneo ed ha seguito il protocollo gestionale che prevede l’allocazione dell’organo donato nel programma cross-over.

Per trovare la catena ideale tra queste 5 coppie è stato necessario progettare una combinazione basata su un primo livello di abbinamento tra donatori e riceventi eseguito dagli esperti del Centro Nazionale Trapianti. Il laboratorio centralizzato di immunogenetica dell’A.O. San Camillo-Forlanini di Roma ha eseguito i test clinici dei campioni di siero dei riceventi con le cellule dei donatori confermando i cross match negativi e quindi l’idoneità della catena.

Martedì 7 aprile alle ore 8.30 il primo donatore di rene samaritano d’Italia ha donato il proprio rene in un centro della Lombardia e da quel momento è partita una organizzazione complessa che ha riguardato 6 donatori (1 maschio e 5 femmine), sottoposti ad una operazione chirurgica laparoscopica per il prelievo del rene, e 6 pazienti (5 maschi e 1 femmina) che hanno ricevuto il trapianto.

Questa procedura, durata 72 ore, ha coinvolto il coordinamento nazionale (CNT) e il coordinamento operativo (CNTO) nella gestione delle procedure di prelievo e trapianto. Quattro i centri in cui sono stati prelevati i sei reni, quattro i centri di trapianto che hanno ricevuto gli organi donati, 11 équipes e circa 150 persone coinvolte tra medici, infermieri, rianimatori, operatori della Polizia di Stato, che ha assicurato il rapido trasporto degli organi con personale della Polizia Stradale a bordo della Lamborghini Gallardo, una cinquantina i messaggi scambiati nel gruppo di Whatsapp creato dal CNT Operativo per un aggiornamento costante, in diretta, h24.

Emanuela Grasso, Centro Nazionale Trapianti
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