indietro

“Mia figlia ha bisogno di un trapianto”, e spilla 32mila euro a coppia di anziani generosi.

Arrestato un 49enne per truffa.

22/02/2015
Avrebbe finto di essere una mamma disperata, con una figlia piccola che urgeva di un trapianto di polmone perché gravemente ammalata. Con questa ignobile scusa Carlo Agrosì, 49enne residente a Taranto ma di fatto domiciliato a Taurisano (Lecce), sarebbe riuscito a commuovere una coppia di anziani di Forlì, spillando loro ben 32mila euro. Nella giornata di ieri per il truffatore è scattato l’arresto, eseguito dagli agenti del commissariato di Taurisano e dai colleghi della Squadra mobile di Taranto, su un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Forlì. L’accusa è di truffa e circonvenzione di incapace. Stando a quanto emerso dall’attività investigativa, il 49enne avrebbe abusato del deficit psichico e della generosità di un’ottantenne e di suo marito, 99enne affetto da cecità totale, per impossessarsi di soldi. Come? Scrivendo alla coppia, proprietaria di un cospicuo patrimonio, una lettera, nella quale avrebbe messo nero su bianco la sua invenzione. L’anziana, commossa per la tragica storia della donna, nel mese di luglio dello scorso anno, non avrebbe esitato a inviare denaro prima per il trapianto e subito dopo per il ritorno a casa della ragazzina, che teoricamente aveva subito il delicato intervento chirurgico. Il tutto per un totale di 12mila euro. La somma è stata accreditata, senza ovviamente sapere di avere a che fare con un falso bisognoso, sul conto Postepay di Agrosì, il quale, a quanto pare, avrebbe ricevuto altri soldi dalla malcapitata. Gli agenti della questura di Forlì, ai quali uno dei figli degli anziani si è rivolto appena scoperto il triste raggiro, hanno accertato che i caratteri grafici delle lettere in questione erano identici a quelli di un’altra missiva, risalente al mese di febbraio, sempre spedita alla stessa vittima, nella quale il 49enne, con scusanti simili, aveva scongiurato l’anziana di mandargli 20mila euro. Sono in corso accertamenti per verificare se Agrosì abbia agito prendendo di mira altri poveri anziani, nella speranza che le somme rubate possano ritornare nelle tasche di cittadini, spesso facilmente condizionabili. (Ines De Marco, Il Paese Nuovo)
torna su