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«Il prezzo e il valore»:
la puntata di Report di lunedì prossimo tratterà il tema della donazione di sangue e organi.

LUNEDÌ 21,05 RAI3

18/10/2013
Si chiama «Il prezzo e il valore» la pillola con cui la nota trasmissione di RAI3 apre ogni puntata di questa stagione autunnale, e che il prossimo lunedì tratterà il tema della donazione di sangue e organi, mettendo a confronto la realtà italiana e quelle estere: dalla vendita di plasma in Germania agli Stati Uniti, passando dalla compravendita dei reni in India. Abbiamo chiesto a Milena Gabanelli qualche anticipazione sulla puntata. «Il prezzo e il valore è un approfondimento che dedichiamo ad alcuni temi etici importanti. Non ha un taglio di inchiesta e non vuole stabilire alcuna verità assoluta. Si tratta di proporre agli spettatori uno spunto per farsi qualche domanda. Tutto si può comprare? È giusto dare un prezzo ad ogni cosa che abbia un valore? Ci sembrava giusto dedicare uno spazio della trasmissione a questioni che non hanno una sola risposta ma che generano in ognuno di noi delle riflessioni, anche profonde come nel caso di questa settimana.» Lunedì tocca infatti al sangue e agli organi. Ha scoperto qualcosa che non sapeva o che non si aspettava? «Nulla che non sapessi, in realtà. Ma come tutti gli argomenti che toccano la sfera del personale e hanno a che fare con la vita umana, mi sono resa conto che anche questo tema è molto più complesso di quanto appare in un primo momento. Si tratta di stabilire cosa e come dare qualcosa di sé, e quali sono i confini da non valicare. Non è semplice fare delle leggi. Per questo ho deciso di includere, nei confronti tra ciò che si può o non può fare in Italia e all’estero, anche l’utero in affitto. Non mi è possibile stabilire principi assoluti e dunque non li proporremo.» Quindi nessuna conclusione? Nessun punto fermo su cosa sia giusto o sbagliato? «Non dico questo. Dico che da una parte c’è il rispetto della vita umana, della dignità e dei bisogni delle persone. Dall’altra c’è la necessità di stabilire una legge chiara e applicabile. Non volevo avere un approccio moralistico ma è evidente che alcune cose saltano all’occhio e fanno riflettere. Ho scoperto, ad esempio, che negli Stati Uniti si vende il sangue a due prezzi diversi. Se non hai tatuaggi o piercing ti danno di più. Come dire: ci saranno due pazienti a cui andrà sangue con un diverso margine di rischio. Non è proprio rassicurante...»
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