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"DONARE GLI ORGANI PERCHE' LA VITA CONTINUI".

In una lettera inviata al Quotidiano della Calabria, le riflessioni di una famiglia che ha acconsentito al prelievo degli organi.

28/08/2005
LETIZIA SENESE, 21 anni, figlia di Sebastiano e di Damiana Ferraiolo, insieme ai due fratelli Domenico di anni 25 e Pier Paolo di anni 10, viveva a San Pietro a Maida, era iscritta in lettere all'Università di Bologna, città dove si è voluta trasferire e che amava moltissimo e dove frequentava con profitto. Letizia si è spenta dopo sei giorni di ricovero presso il reparto di rianimazione dell'ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, a causa di un aneurisma. Vane le speranze di salvezza, il destino della giovane sembrava ormai segnato, le preghiere ed il suono della musica non sono bastate a svegliarla dal sonno in cui il violento male l'aveva fatta sprofondare per farla risvegliare al solo cospetto di Dio che ha voluto con sè questo angelo. La vicinanza a Dio e la grande fede hanno spinto i genitori di Letizia e il fratello Domenico a consentire che altre vite umane possano sopravvivere attraverso i suoi organi. Donare gli organi perché? Spesso evitiamo questa domanda, ritenendo che il trapianto sia estraneo a tutta la nostra vita. Forse si è troppo terreni, troppo egoisti per non pensare ad un qualcosa che da senso alla nostra vita terrena? Forse è così. Donare i propri organi e tessuti significa salvare vite umane o curare gravi malattie Ognuno di noi potrebbe avere bisogno di essere curato con un trapianto. Ognuno di noi può scegliere di essere donatore di organi. Attraverso il trapianto è possibile salvare e migliorare la qualità di vita di molti pazienti ed è l'unica terapia per alcune malattie. Trapiantare organi e tessuti prelevati da una persona deceduta ad un'altra che ha necessità di essere curata è una grande opportunità. E noi, nonostante la scelta sia stata certamente "forte" abbiamo deciso di fare questo passo. Letizia amava la vita, amava vivere e anche noi amiamo tanto la vita consci che va difesa e amata sin dal concepimento fino all'ultimo istante. Ed è proprio per questo che abbiamo voluto con il nostro gesto dare senso a questa vita terrena. Con nostra figlia non avevamo mai discusso su tale argomentazione, ma sono certo che abbiamo fatto anche la sua volontà. Ricordiamo benissimo, quando, alle tre di notte del cinque agosto, l'équipe dei medici giunta al "Pugliese" di Catanzaro per l'espianto, ci ha guardato ringraziandoci di cuore e quella loro gioia, quella loro felicità per il gesto da noi compiuto, ce l' hanno anche espressa attraverso i loro occhi, che brillavano di gioia: "Grazie al vostro gesto, cinque famiglie, da domani potranno ricominciare a vivere", queste le prime parole da loro proferite, appena giunti in ospedale. E poi, vedere di volta in volta, quelle valigette partire per le loro destinazioni, con un "pezzo" della nostra Letizia, era un balzo al cuore, ma ero felice perché sapevo che in un altro posto la vita ricominciava. Quanto vale la vita di un uomo? Tantissimo, non ha prezzo. Pensiamo un poco a quale calvario sono sottoposti coloro che in Italia e nel mondo sono in lista di attesa per un trapianto e che giorno dopo giorno vedono affievolirsi le forze e le speranze di tornare a vivere. Ci siamo informati e in quanto a donazione di organi, anche in questo caso, la nostra Regione è una tra quelle fanalino di coda della nostra penisola. Credo che da parte di tutti ci sia bisogno di prendere maggiore coscienza su questo problema, sul compiere un simile gesto e la mia speranza oltre che un invito, è quella di lavorare perché la crescita della donazione degli organi continui, perché la vita deve continuare. La famiglia di Letizia Senese IL QUOTIDIANO CALABRIA 25 8 05 Cronaca di Lamezia Terme
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