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"NON SEI SOLO": UN PROGETTO DI ACCOGLIENZA

L'Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa crea una rete di supporto per i pazienti in attesa di trapianto o già trapiantati e per i loro familiari.

24/01/2007
Il percorso trapiantologico è sicuramente fra i più complessi e sofferti nella vita di un paziente. Ecco perché è essenziale creare una rete di assistenza non solo sanitaria ma anche psicologica per l’ammalato, i familiari e il “caregiver” (letteralmente, “colui che si prende cura”, figura centrale perché si fa carico dei bisogni dell’ammalato in prima persona, 24 ore su 24). A questo mira il progetto di accoglienza denominato “Non Sei Solo” (ideato per i pazienti epatopatici ma esportabile anche in altri settori), già approvato dalla direzione aziendale nell’ambito del Progetto Hph (ospedali per la promozione della salute), e portato avanti dagli operatori sanitari del Coordinamento Trapianto Fegato dell’AOU Pisana. Obiettivo è rispondere ai bisogni espressi dai pazienti epatopatici e dai loro caregivers. In sostanza si tratta di un percorso di educazione sanitario-comportamentale, progettato in collaborazione con il Dipartimento Infermieristico Aziendale, in cui il paziente diventa parte attiva nelle azioni da intraprendere, insieme all’équipe sanitaria. Sono stati coinvolti 72 infermieri (suddivisi in 12 gruppi di lavoro) dell’Unità Operativa di Trapiantologia Epatica Universitaria, della Sala Operatoria e dell’Unità di Terapia Intensiva post-trapianti dell’AOUP, 2 epatologi, 2 chirurghi ed un consulente psicologo. I bisogni dell’ammalato sono stati individuati grazie a questionari mirati, da cui sono emerse le problematiche maggiori e più frequenti che riguardano ogni paziente in lista di attesa, che intraprende il percorso del trapianto di un organo, e il suo caregiver. E’ stata inoltre elaborata una serie di brochure, contenenti informazioni generali e specifiche sul percorso trapiantologico, a disposizione di tutti i pazienti iscritti in lista di attesa nell’anno 2006 (per un totale di 134). Il progetto prevede anche incontri programmati mensilmente, in cui gli utenti vengono informati su come comportarsi durante il periodo di attesa prima della chiamata per il trapianto, durante la chiamata, il ricovero, la fase post-trapianto con la gestione della terapia immunosoppressiva e lo stile di vita da tenere dopo il trapianto. Una caratteristica frequente emersa nel corso di questi anni è la tendenza del trapiantato a richiedere, subito dopo l’intervento, un contatto diretto con l’équipe sanitaria del Centro pisano. Ecco perché è prevista l’istituzione di un servizio di “counseling” attraverso un numero verde (800381717). Per ogni problematica urgente i pazienti continueranno ad utilizzare il cellulare di servizio già presente dall’inizio dell’attività. Quanto alla terapia da seguire, in particolare quella immunosoppressiva, sin dall’inizio dell’attività trapiantologica tutti i pazienti trapiantati sono stati educati dagli operatori sanitari sulle modalità di assunzione, gli effetti collaterali, e il monitoraggio sul livello ematico. L’obiettivo generale del progetto è quindi favorire l’informazione e l’educazione del paziente in lista di attesa e dopo il trapianto con metodi semplici e notizie esaustive ed omogenee, cercando di stimolare la consapevolezza della persona (e di chi vive con lui) su quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare attraverso una partecipazione attiva a tutte le fasi del percorso, secondo la logica del cosiddetto “paziente esperto”, così come raccomandato dall’OTT - Organizzazione Toscana Trapianti. (vipas)
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