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«Proteggere» i fegati per il trapianto: nuova tecnica all’Ismett di Palermo

Obiettivo prevenire il danno da ischemia

19/09/2018

«Proteggere» i fegati donati dai rischi dei danni legati a ischemia e riperfusione, migliorando così i risultati clinici nei trapianti. E’ l’obiettivo dell’importante ricerca clinica, avviata da qualche mese presso l’Irccs Ismett.

Il nuovo trial clinico è volto a indagare l’efficacia del trattamento a base di simvastatina nel donatore in morte cerebrale per prevenire il danno da ischemia e riperfusione, evenienza che può incorrere quando la circolazione sanguigna torna a un organo dopo un periodo di assenza e che è una delle principali cause di complicanze dopo il trapianto di fegato. Riuscire a ridurre il danno da ischemia, quindi, è estremamente importante, soprattutto in una regione come la Sicilia dove il numero di donatori è più basso rispetto al resto d’Italia e in gran maggioranza gli stessi sono donatori marginali. La procedura prevede di infondere la simvastatina nel donatore, viene ovviamente eseguita prima del trapianto, ed è stata già utilizzata nel caso di sei trapianti di fegato realizzati nel corso degli ultimi due mesi.

Tutti e sei pazienti trapiantati - sottolinea Salvatore Gruttadauria, direttore del dipartimento per la Cura e lo studio delle patologie addominali e dei trapianti di Ismett - sono in buone condizioni generali. I risultati dello studio saranno noti al termine del trial clinico randomizzato che si propone di studiare un’opzione terapeutica volta a ottimizzare la qualità dei fegati donati in una Regione con una scarsa disponibilità di organi. Questo progetto di studio è stato possibile grazie alla collaborazione dei ricercatori di due strutture siciliane di eccellenza: l’Irccs-Ismett e la Fondazione Rimed”.

Il progetto è finanziato dal ministero della Salute attraverso il bando di ricerca finalizzata 2013.

(Repubblica.it)

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