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13 MARZO: GIORNATA MONDIALE DEL RENE

Un momento importante per diffondere una maggiore informazione sulla diagnosi precoce e sulla cura delle malattie renali.

05/03/2008
In occasione della Giornata Mondiale del Rene sarà possibile sottoporsi al controllo gratuito della pressione del sangue ed alle analisi delle urine, recandosi in una delle piazze italiane che ospitano i laboratori mobili (camper, tende, gazebo) gestiti dal personale medico della Croce Rossa.I pazienti con valori alterati della pressione del sangue e/o delle analisi delle urine saranno chiamati, nei giorni seguenti, da un nefrologo per ulteriori analisi cliniche. Reni: un mistero per 1 italiano su 5 Quasi sconosciuta l'insufficienza renale, eppure la maggior parte pensa che conduca subito alla dialisi Da uno studio realizzato da TNS Healthcare su un campione rappresentativo della popolazione italiana, è emerso che il 20% degli italiani non sa che i reni sono necessari alla vita. L'80% degli intervistati sa che la loro principale funzione è filtrare e depurare il sangue, eppure la quantità di sangue ogni giorno sottoposta a questo costante processo è così grande che in pochi la conoscono (solo l'11%). Invece durante le 24 ore della giornata tutto il nostro sangue (più o meno 5 litri) è depurato per ben 40 volte, per un totale di quasi 200 litri. «Questi dati - commenta il professor Vittorio Emanuele Andreucci, Presidente della Fondazione Italiana del Rene - dimostrano chiaramente quanto sia necessario sensibilizzare gli italiani sull'importanza del conoscere meglio i propri reni, perchè fondamentali per la vita dell'uomo e in quanto tali bisognosi di attenzioni e controlli al pari degli altri organi. Ciò a maggior ragione perchè quando si ammalano spesso non danno alcun segnale». L'insufficienza renale, infatti, principale conseguenza di una sofferenza a carico dei reni, è asintomatica per anni dal suo esordio. Preoccupa perciò che la malattia risulti sconosciuta a metà degli italiani intervistati, i quali ne ignorano persino l'incidenza pensando che a soffrirne sia un italiano su 100 (lo pensa il 44%) o uno su 500 (il 26%) mentre a esserne colpita è una percentuale compresa tra il 6 e l'11% della popolazione. Dallo studio emerge poi un forte divario tra l'informazione degli italiani sul tema e la percezione del problema. Mentre, dietro lettura delle possibili cause di insufficienza renale cronica, il 79% degli intervistati cita il diabete e un buon 54% l'ipertensione, quasi il 40% non sa quali strategie di prevenzione attuare per mettersi al riparo da tale deficit renale. LA GIORNATA MONDIALE DEI RENI - I dati sono stati diffusi in coincidenza con la Giornata Mondiale dei reni, che si celebra in tutto il mondo giovedì 13 marzo. L'iniziativa nata con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulle patologie renali, spesso sottovalutate in quanto asintomatiche, ma non per questo meno gravi. A promuovere la Giornata in Italia la FIR e la SIN, unite nello sforzo di far capire agli italiani quanto sia importante vigilare sulla funzionalità dei propri reni. A sostenerle, in Piazza Cordusio a Milano e all'Ospedale Vecchio Pellegrini a Napoli, Roche, leader mondiale in nefrologia e da sempre impegnata nella ricerca e lo sviluppo di trattamenti in grado di contrastare una delle principali conseguenze dell'insufficienza renale: l'anemia renale cronica. LA DIALISI OGGI SI PUO' PREVENIRE - «Ciò che emerge da questa indagine - spiega il professor Francesco Locatelli, Direttore del Dipartimento Nefrologia Dialisi e Trapianto di rene dell'Ospedale A. Manzoni di Lecco e Past President Società Europea e Italiana di Nefrologia - è l'estrema distanza avvertita dagli italiani nei confronti della malattia. Solo uno su due sa che cosa è l'insufficienza renale, eppure la maggior parte sa che si tratta di una patologia estremamente grave che nell'immaginario collettivo conduce subito alla dialisi. È importante invece sapere che grazie ai progressi fatti dalla medicina, oggi possiamo trattare in maniera ottimale la malattia renale in tutti i vari stadi intermedi, prevenendone spesso l'evoluzione, arrivando ad alleviarne molti dei sintomi più invalidanti, come l'anemia, e assicurando, infine, buoni risultati di mantenimento anche in dialisi. »Non solo - continua Locatelli - tra gli intervistati appare assai scarsa la consapevolezza delle modalità di prevenzione dell'insufficienza renale cronica, segno che occorre spiegare ancor meglio quanto sia importante, anche per preservare la funzione renale, prevenire e curare diabete e ipertensione». «Osservo tuttavia con piacere - commenta il Professor Andreucci - che il nefrologo sta divenendo una figura di riferimento sempre più familiare agli italiani, visto che oltre la metà del campione intervistato dichiara di sapere di che cosa egli si occupi. Credo che questo sia un risultato in parte dovuto agli sforzi compiuti in questi anni da FIR e SIN affinchè il confronto degli italiani con questa categoria di specialisti non si riducesse al momento della diagnosi per conclamata malattia, ma si alimentasse di appuntamenti standard di prevenzione». (VIPAS)
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