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19 ANNI FA UN CUORE NUOVO. MUORE E DONA IL FEGATO

Protagonista un pensionato francese residente a Torino. Ne ha beneficiato un operaio campano affeto da cirrosi epatica.

26/10/2003
Un pensionato francese V. di 71 anni, residente a Torino, al quale, 19 anni fa un benefattore sconosciuto, morendo, gli regalò un cuore nuovo da sostituire al suo, è stato protagonista dello stesso gesto di altruismo. Deceduto in seguito ad un'emorragia cerebrale, la moglie e il figlio hanno dato l'assenso alla donazione. V. da sempre aveva stabilito che così come un donatore gli aveva permesso di vivere quasi un ventennio in più rispetto all'infausta diagnosi medica, altrettanto avrebbe voluto essere utile lui, una volta deceduto. La moglie, condividendo in pieno la scelta del marito - ha spiegato tra le lacrime - "Ricambiare la generosità della quale io e mio marito abbiamo beneficiato è ora un obbligo morale. Per diciannove lunghi anni abbiamo potuto godere della vita e assaporarne l'inestimabile valore. Perché ora non permettere ad altre persone di vivere quello che abbiamo vissuto noi?". E il figlio :" Ne avevamo parlato tante volte. Prima di andarsene, sentiva il dovere di restituire quello che aveva ricevuto dal destino. Avrebbe ridato anche quel cuore di seconda mano, se fosse stato possibile. Un gesto quindi normale. Di buon senso. Mi stupisce questo stupore: la gente dovrebbe essere obbligata per legge a donare prima di morire". A beneficiare del fegato è stato un uomo di Salerno di 57 anni affetto da cirrosi. Il professor Mauro Salizzoni che ha eseguito l'intervento ha dichiarato:" L'uomo che prima ha ricevuto il cuore e poi ha offerto il suo fegato ci deve far riflettere sul fatto che la donazione non è solo solidarietà, ma è anche un atto di reciprocità e altruismo. La morale di questo caso sta tutta in quel passaggio del testimone da una vita che si spegne a un'altra fino a quel momento appesa ad un filo che rinasce. E nella gratitudine che prova chi ne è beneficiato". (vipas)
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