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200 TRAPIANTI SU PAZIENTI SIEROPOSITIVI

In Italia i trapiantati sono otto. Istituito un registro mondiale.

01/02/2004
Sono 200 nel mondo i sieropositivi che si sono sottoposti al trapianto di un organo. Otto sono italiani: sette operati al fegato ed uno al rene. In Italia per ora e' stato autorizzato solo il trapianto di fegato. Le percentuali di sopravvivenza sono uguali a quelle dei trapiantati sieronegativi. Per il trapianto di fegato a un anno dall'intervento la sopravvivenza è dell'88% per i sieronegativi e del 92% per i sieropositivi. Mentre per il trapianto di rene la sopravvivenza a un anno è del 91% fra i sieropositivi e del 94,8% fra i sieronegativi. Secondo i dati dei quattro centri che hanno eseguito negli Usa il maggior numero di trapianti di fegato su paziento con Hiv, la sopravvivenza a tre anni è del 72% fra i sieropositivi e del 78% tra i sieronegativi. A riferire questi dati e' stato il chirurgo Ignazio Marino, nel corso di un incontro fra i massimi esperti di Aids e tumori in Italia che si è tenuto presso il Centro di riferimento oncologico di Aviano. Come si ricorderà il professor Ignazio Marino, ex direttore dell'Ismett di Palermo e attualmente chirurgo alla Thomas Jefferson University di Filadelfia, nell'estate del 2001 realizzo' il primo trapianto di rene in Italia su una persona contagiata dal virus."Il paziente sta bene - ha detto Marino - e conduce una vita assolutamente normale. Il farmaco antirigetto non interferisce con la sua malattia, che non è progredita e i dati sulla funzionalità renale sono buoni". Dei sette sieropositivi sottoposti al trapianto di fegato , solo uno è morto e per motivi indipendenti dalla malattia. Gli altri sei sono in discrete condizioni: non si sono verificati problemi legati alla sieropositività. Attualmente nel nostro paese i pazienti sieropositivi in attesa di un trapianto di fegato sono una decina. Si prevede che ci si trovera' sempre piu' spesso ad affrontare la necessita' di trapiantare il fegato a sieropositivi che sempre piu' spesso sono infettati anche dall'epatite C. A supporto dei medici che stanno affinando le terapie antirigetto per questi malati e' stato istituito un anno fa il primo registro mondiale dei trapianti d'organo nei pazienti sieropositivi, la cui responsabilita' e' stata affidata proprio a Marino. Il registro sta permettendo di verificare non solo i dati sulla sopravvivenza e la funzionalita' dell'organo ma anche quelli sulla doppia terapia farmacologica seguita da questi pazienti: quella immunosoppressiva e quella contro il virus Hiv. (vipas)
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