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33 TRAPIANTI DA DONATORE VIVENTE

Dal 1 gennaio 2001 è attivo, presso il Centro nazionale trapianti (CNT), il registro in cui vengono segnalati i candidati al trapianto da donatore vivente e il decorso della salute dei donatori e dei pazienti trapiantati. Il CNT inoltre sorveglia che il trapianto da vivente sia svolto nel rispetto dei principi cardine dei trapianti: trasparenza, equità, sicurezza , qualità.

09/10/2001
Sono attualmente 67 i pazienti (44 per il trapianto di rene e 23 per il trapianto di fegato ) iscritti nel registro "Trapianti da donatore vivente", tenuto dal Centro nazionale trapianti. I trapianti effettuati nei primi otto mesi di quest'anno sono stati 23 per il rene (di cui 3 da non consanguinei) e 10 per il fegato (1 da non consanguineo). Per disciplinare questa delicata materia, la Consulta tecnica per i trapianti e il Gruppo di lavoro "Trapianto del rene da donatore cadavere e da donatore vivente" istituito con Decreto Ministeriale il 7 marzo scorso, hanno messo a punto delle linee guida che saranno presentate alla conferenza Stato - Regioni. Nel testo viene ribadito che l'attività di trapianto da donatore vivente ha carattere aggiuntivo e non sostitutivo rispetto al trapianto di rene da donatore cadavere. Ai pazienti è data la possibilità di iscriversi alle liste per ricevere il rene da donatore cadavere e contemporaneamente di iniziare le procedure per il trapianto da vivente. I Centri che effettuano gli interventi devono offrire degli elevati standard di qualità. Sul donatore devono essere effettuati accertamenti clinici che escludano la presenza di specifici fattori di rischio ed accertamenti immunologici che evidenzino il grado di compatibilità donatore - ricevente. La donazione non deve dar luogo a compensi né diretti né indiretti nè a benefici di qualsiasi altra natura. Sul donatore "una parte terza" riconosciuta dall'Azienda Sanitaria sede del Centro trapianti, deve verificare le motivazioni della donazione, la conoscenza dei potenziali fattori di rischio e delle reali possibilità del trapianto in termini di sopravvivenza dell'organo e del paziente, l'esistenza di un legame affettivo con il ricevente (in assenza di consanguineità o di legame di legge) e la reale disponibilità di un consenso libero e informato. (vipas)
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